“Perché non sono più lesbica“. I manifesti erano già stati stampati con questo slogan. L’incontro organizzato dal gruppo Cristiani uniti per salvare Biella era previsto per il 2 marzo a Biella, nell’auditorium della Città Studi, cioè del campus universitario. Protagonista dell’evento la giornalista Mediaset Nausica Della Valle che, come fa spesso, avrebbe dovuto raccontare la sua “guarigione” dall’omosessualità. Avrebbe perché l’appuntamento, rimbalzato sui social, è stato bersagliato dalle polemiche al punto che il direttore del campus universitario Pier Ettore Pellerey, su richiesta dall’Arcigay Rainbow Vercelli Valsesia, ha revocato la sala.

Il convegno è “in contrasto con i principi educativi che Città Studi tenta di diffondere e sostenere, tra cui quelli di tolleranza e accettazione dell’altro”, spiega l’Università di Biella. E l’Arcigay, in un post su Facebook, ha condiviso la lettera inviata all’ateneo. “L’iniziativa avrà come relatrice Nausica Della Valle, una giornalista che sostiene di non essere più lesbica e che definisce l’omosessualità un ‘abominio’ – si legge nel post – Riteniamo che simili idee contribuiscano allo stigma e al pregiudizio nei confronti delle persone LGBT+ (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali) e che, oltretutto, si posizionino in contrasto con tutta la letteratura scientifica. Dall’omosessualità non si può guarire perché l’omosessualità non è una malattia. Come afferma l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’omosessualità è una ‘variante naturale del comportamento umano'”.  

“Oltretutto il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli psicologi ha condannato le terapie riparative dell’orientamento sessuale”, scrive ancora nel post l’Arcigay, citando poi quanto dichiarato dal vicepresidente Unione giuristi cattolici italiani: “Affermare che l’omosessualità possa essere curata o che l’orientamento sessuale di una persona si debba modificare è una informazione scientificamente priva di fondamento e portatrice di un pericoloso sostegno al pregiudizio sociale ancora così fortemente radicato nella nostra società come dimostrano, purtroppo, i sempre più diffusi fatti di cronaca’”. 

Location saltata quindi, ma non è ancora detto che l’evento venga annullato del tutto. Tre le chiese biellesi, oltre al gruppo Cristiani uniti, promotrici della serata c’è quella di Cristo Re, la chiesa di Sion e la parrocchia delle Grazie di Biella. E proprio secondo uno dei rappresentanti delle comunità religiose sarebbe già in corso la ricerca di una nuova sala. “Questo incontro è stato male interpretato, non volevamo offendere nessuno – spiega Daniele Cocco della chiesa di Cristo Re – Cercheremo un altro luogo che ci ospiti e, intanto, valutiamo come difendere i nostri diritti“.