Oggi in commissione alla Camera “si è deciso di riaprire le audizioni sul ddl sulle aperture domenicali dei negozi per capire cosa ne pensano le associazioni di categoria, cominceremo a parlarne la settimana prossima”. Il testo presentato dal relatore leghista Andrea Dara sulle chiusure domenicali di negozi e centro commerciali deve essere rivisto. Si ricomincerà quindi da capo, appunto con le audizioni. Era stato lo stesso Dara a dire che “non è la Bibbia“, ma la conferma della frenata del Carroccio è arrivata ancor prima dalla presidente della commissione Attività produttive della Camera, Barbara Saltamartini: “Vogliamo un testo il più aperto possibile al confronto – ha detto all’agenzia Agi – che tenga conto anche delle richieste delle associazioni di categoria. Quindi, si riaprirà la discussione“. La proposta, su cui le due forze di maggioranza avevano già dovuto trovare un faticoso compromesso, prevedeva 26 aperture domenicali l’anno, una su due, con deroga per 4 festività rimessa alle Regioni. Inoltre restavano esclusi centri storici e i negozi “di vicinato”, mentre per le zone turistiche (mare, laghi, montagna) tutte le aperture domenicali erano concentrate in alta stagione.

Secondo Dara, sarebbe stato proprio questo il punto alla base della frenata: “Le opposizioni sono rimaste spiazzate perché abbiamo dato una deroga ai centri storici e ai negozi di vicinato che rimarranno aperti come oggi, cosa che negli altri testi non c’era, per questo hanno chiesto le audizioni”. “Non c’è nessuna marcia indietro“, ha sostenuto. I Cinquestelle inizialmente puntavano a tenere aperto ogni domenica il 25% degli esercizi commerciali, quindi la proposta presentata da Dara era già frutto di una mediazione.

“Quello che è successo è molto semplice: il mio testo è identico a quello deposito il 31 gennaio ed è una sintesi delle audizioni fatte in commissione e delle sette proposte di legge arrivate da tutte le parti politiche. Pd e Forza Italia non si sono dichiarati contenti”, spiega lo stesso relatore Dara. Pd e Forza Italia, “hanno chiesto a me e alla presidente di commissione Barbara Saltamartini di poter audire nuovamente la associazioni di categoria”. In ufficio di presidenza, dopo le richieste dei due partiti di opposizione, si è deciso che la settimana prossima si discuterà per individuare le associazioni che potrebbero partecipare a nuove audizioni. “E’ un tema molto dibattuto, che interessa tutti – aggiunge ancora Dara – Se le opposizioni ci chiedono di audire nuovamente, noi lo faremo e cercheremo di arrivare ad una sintesi: da qui si parte, possiamo sicuramente migliorare, accettiamo contributi da parte di tutti”.

Tradotto, le carte in tavola sono cambiate troppo e troppe volte in questi mesi, tra aggiustamenti, modifiche e richieste di correzione. Giovedì scorso in commissione Attività produttive alla Camera, era stata incardinata una proposta di legge sulle aperture domenicali basata proprio sul testo di sintesi del relatore. Un mix delle sette proposte di legge e delle oltre 40 audizioni con le associazioni di categoria e sindacali. Non è tutto da buttare, ha voluto precisare la deputata Saltamartini all’Agi: “Abbiamo un recinto all’interno del quale muoverci, lo ritengo un passo in avanti politico e spero che, grazie al lavoro di commissione, si possa arrivare in Aula con una condivisione più ampia“, ha aggiunto.

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