Un topo che parla. In fila per mezz’ora per vederlo. Siamo in piena bolla dell’arte contemporanea, c’è chi dice che prima o poi scoppierà. Intanto tutti l’annusano. I ricconi la comprano, le transazioni sono al nero. Quadri pregiati vengono conservati nei caveux delle banche o volano nei paradisi fiscali. Lo sa Matteo Salvini che in Italia non si pagano tasse sulle collezioni, come invece avviene in Francia o negli Stati Uniti.

Siamo a Ica, Istituto Contemporaneo per le Arti, di fresca inaugurazione, uno spazio industriale in zona Ripamonti, non lontano dalla Fondazione Prada. La creativa installazione sorciescaporta la firma di Ryan Gander. Altrettanto concettuale ( che per i non addetti ai lavori vuol dire tutto e niente) l’opera dal nome evocativo/zen  “The Coscience”  di James Lee Byars consiste in una pallina di mercurio sistemata sotto un’ampolla di vetro su colonna dorata.
Si cambia scenario, nel monumentale cortile di Palazzo Litta Modigliani, l’arte si fa eco/friendly con Bia Doria, la signora del legno etico, che lavora solo con residui derivanti da foreste sostenibili e alberi nativi della foresta amazzonica salvati da incendi e deforestazione. Attraversa il Brasile dal Nord al Sud recupera, cura, leviga e ricrea. Sinuose sculture in legno, verrebbe voglia di accarezzarle. Ed ecco la “Natura in movimento”, questo il nome dell’installazione curata dalla eclettica comunicatrice Laura Morino.

Fuori tirava aria da neve ma dentro le signore erano in fermento. Incorniciate nel salone ottocentesco, un centinaio di loro, i migliori cognomi milanesi, Camerana, Costa, Gancia, di Carpegna, Sella, Versace, galleristi, curatori e direttori di musei. Intanto camerieri in divisa gallonata servivano bollicine e deliziosi canapè, l’atmosfera era rilassante ma era in atto la Grande Scissione. Non mancava nessuno alla riunione del nuovo club voluto dalla passionaria  Simonetta Pandozy di Gresy, con un passato di studiosa in grafologia per approdare in seguito al mondo della comunicazione culturale. Dopo una lunga e positiva esperienza nella casa madre di Amichae (Associazione Cultura Heritage Arte Educazione), di cui sono membri onorario Letizia Moratti, Giuseppe Sala e Rita Rovelli Caltagirone, Simonetta battezza la sua nuova creatura semplicemente con il nome OFF, un modo nuovo di intendere la cultura offrendo a un centinaio di socie un nuovo modo di vivere l’arte tra visite ai musei, alle Fiere italiane ed internazionali, vernissage, finissage e visioni private alle collezioni private (e solitamente blindate) con special Art Day,  il tutto arricchito da un coinvolgimento di social life con dinner, conferenze e incontri con gli artisti, un trallallà di vita sociale.

Le serate di OFF sono un must milanese e c’è la lista d’attesa per le iscrizioni. Nel chiostro affrescato di San Barnaba Vittorio Sgarbi è invitato a parlare di “Infinita Bellezza”. Il vippame, convocato da Max Galletti per conto della Condè Nast”, è rifocillato con succulenti specialità marchigiane e infervorato dall’ultima querela di Vittorio Sgarbi condannato dal  tribunale di Bologna a 2000 euro di multa e 40mila euro allo storico dell’arte Daniele Benati. Sale sul palco: “Sono qui a celebrare Raffaello Sanzio nato a Urbino…”. E poi dirotta la conversazione: ” Quel tipo mi ha accusato di aver fatto cose contro la cultura, contro la civiltà, insomma mi ha rotto i c… e, come meritava, l’ho coperto di qualche delicato insulto. Mi ha fatto 14 querele… Vedete la cultura è elogio e condanna, amore e umiliazione. E andate a visitare le Marche, una sorpresa continua”. Applausi si passa alle note elettrizzanti del dj Saturnino.

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