“Hanno fatto accertamenti su tutta la vita di Gianni Alemanno, hanno passato al setaccio l’attività della fondazione Nuova Italia, conti correnti, perquisizioni, milioni di intercettazioni e fra queste non c’è una intercettazione dove si dica che Alemanno ha preso soldi”. Così la difesa dell’ex sindaco di Roma all’udienza che si è svolta oggi in tribunale nell’ambito del processo di Mondo di mezzo/Mafia Capitale che vede imputato l’ex primo cittadino per corruzione e finanziamento illecito.

I difensori – gli avvocati Franco Coppi e Pietro Pomanti – oggi hanno chiesto l’assoluzione piena per Alemanno. Lo scorso venerdì il pm Luca Tescaroli ha chiesto per l’ex sindaco una condanna a 5 anni accusandolo di aver venduto la funzione di sindaco, tra il 2008 e il 2013, al ras delle cooperative Salvatore Buzzi, in cambio di una somma di 223mila euro, più altri 10mila ricevuti dalla cooperativa Formula Sociale, senza delibera del cda e registrazione in bilancio.

“I bonifici della fondazione non li faceva Alemanno, il quale non ha mai effettuato alcun pagamento, in tutti i documenti compare solo il nome di Panzironi (l’ex ad di Ama, ndr.). Quanto ai 10mila euro dati da Formula Sociale “altro non erano che un regolare versamento tramite bonifico che riguarda la Fondazione Nuova Italia” hanno sottolineato i legali. “Si vuol far credere che il primo cittadino di una delle principali città europee, dove si manovrano milioni di euro, avrebbe venduto la sua funzione di sindaco per una gara da 58mila euro?” hanno detto gli avvocati riferendosi alla gara 18/11 relativa ai pagamenti Ama. “Questo non è il processo Mafia Capitale per cui Alemanno è stato archiviato. Con quella vicenda lui non c’entra più nulla”.