Alla giunta per le Immunità del Senato arriverà una nota. Un documento firmato dal presidente del consiglio, dal vicepremier Luigi Di Maio e dal ministro dei Trasporti per dire che nel caso della Diciotti fu tutto il governo a non dare il via libera per cinque giorni allo sbarco dei 177 migranti a bordo della nave della Guardia Costiera. Lo ha annunciato con una nota il senatore Mario Michele Giarrusso, uno dei sette esponenti del M5s nella stessa giunta che oggi ha iniziato a discutere la richiesta di autorizzazione a procedere arrivata dal tribunale dei ministri di Catania per Matteo Salvini. Il presidente dell’organo parlamentare, Maurizio Gasparri, però, ha spiegato che l’unico interlocutore della Giunta resta il titolare del Viminale. “Il nostro interlocutore è e resta il ministro Salvini. Se il governo avrà cose da dire sarà lo stesso Salvini a riferircele, arricchendo la sua relazione”, ha detto il senatore forzista proponendo 7 giorni di tempo per sentire il leader della Lega che a questo punto potrà chiedere di essere ascoltato o presentare una memoria. “Altre persone non sono previste nelle procedure”, ha detto il senatore di Forza Italia. Gasparri ha spiegato che il voto in Giunta dovrebbe avvenire entro il 23 febbraio. Come voterà il M5s? “In base ai documenti dei ministri e del premier con cui si assumeranno la responsabilità politica delle azioni che sono state compiute collegialmente dal governo, noi prenderemo una posizione”, ha detto Giarrusso. La posizione per i 5 stelle rimane molto delicata, tanto che non mancano i malumori dell’ala ortodossa più volte identificata con il presidente della Camera Roberto Fico. “Non escludo l’addio”, ha detto la senatrice Paola Nugnes. Mentre l’ex fedelissima Roberta Lombardi ha messo in guardia: “Se votiamo contro abdichiamo ai nostri valori”.

La memoria del governo. Conte: “Senatori faranno valutazioni- Lo stesso senatore ha spiegato che l’esecutivo intende inviare la sua memoria. “Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il vicepresidente Di Maio e il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Toninelli depositeranno  una memoria, spiegando che sul caso Diciotti ci sia stata una decisione che coinvolge tutto il Governo, con responsabilità anche di altri ministri e del Presidente Consiglio stesso”, scrive Giarrusso.  “Oggi – aggiunge – nella Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato, prende il via l’esame della domanda d’autorizzazione a procedere verso il Ministro dell’Interno. Matteo Salvini negli ultimi giorni si è espresso in diverse occasioni, passando dal voglio farmi processarè al ‘si neghi l’autorizzazione“. La Giunta ha cominciato il suo iter per poi arrivare a votare una relazione sulla richiesta di processare Salvini. Non è ancora chiaro come intendano votare i senatori del M5s: i loro voti sono fondamentali sia in giunta che soprattuto nel voto successivo nell’aula di Palazzo Madama. “Nei prossimi giorni ci sarà l’audizione del ministro e il deposito delle memorie. Ci studieremo bene le carte e poi il Movimento, i senatori della Giunta e Luigi Di Maio decideranno“, dice sempre Giarrusso. “È stato condiviso un percorso di approfondimento delle carte. Stamattina lo completiamo. Non abbiamo ancora un orientamento, abbiamo la necessità di approfondire. Sentiremo le parti e nel giro di qualche giorno avremo un quadro più chiaro”, conferma Francesco Urraro, altro senatore del M5s che fa parte della giunta. Sull’eventuale voto dei senatori del M5s si è espresso anche il premier Conte. “Non mi aspetto nulla. I senatori si esprimeranno, non voglio mettergli fretta, i senatori avranno agio di fare le loro riflessioni“, ha detto il presidente del consiglio. “Non costringete il presidente a fare valutazioni, a dire si o no – ha concluso – rispettiamo i senatori che hanno tutto il tempo di fare le loro valutazioni. Quando avranno deciso loro, farò una valutazione”.

di Alberto Sofia
Sibilia: “Voteremo sì in aula”. Fedriga: “Così si ridiscute tutto” – È certo che tutto il Movimento 5 stelle voterà sì, invece, il sottosegretario agli interni Carlo Sibilia. “Va fatta una riflessione tecnica all’interno della Giunta, ma se il caso andrà in aula, noi voteremo assolutamente sì”, dice a Circo Massimo, su Radio Capital. “Il M5S non ha mai negato il processo a un politico. E su queste questioni non c’è libertà di coscienza, ci sarà una decisione unitaria”. L’ipotesi di una consultazione in rete? “Vedo improbabile un referendum online”. Anche secondo Sibilia sulla Diciotti “ci fu un’azione corale del governo”, che non è a rischio in qualsiasi modo dovesse votare il M5s. “Non credo che verrà messa in discussione la tenuta dell’esecutivo e penso che sia la stessa posizione dei leghisti”, sostiene Sibilia. Non la pensa così il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga:  “Dal mio punto di vista c’è da rimettere in discussione tutto. Bisogna capire se il Parlamento condivide le politiche del Governo, non solo di Salvini. Se così non fosse, è chiaro che bisognerebbe fare una seria riflessione. Non si sta parlando di un processo a Salvini perché ha messo l’auto in divieto di sosta”.

Nugnes: “Se il M5s salva Salvini, non escludo l’addio al Movimento”
In attesa di capire cosa succederà al momento del voto in Giunta, non mancano i malumori nel Movimento 5 stelle. L’ala ortodossa, che fa riferimento a Roberto Fico, è quella che più soffre in queste ore la decisione di salvare il leader del Carroccio. A esporsi è stata per prima la senatrice Paola Nugnes, già colpita da sanzione disciplinare per il suo dissenso sul decreto Sicurezza: “Se il M5s dovesse ‘salvare’ il leader della Lega, decidendo di respingere la richiesta di autorizzazione avanzata dal tribunale dei ministri di Catania non escludo l’addio al Movimento”, ha detto all’agenzia Adnkronos. “E’ una cosa che sto valutando di fare da fine anno, almeno”, ha concluso. Critico anche l’intervento di una ex fedelissima come Roberta Lombardi: “A uscirne perdente sarà il M5s se voterà contro l’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini abdicando così ai suoi valori identitari“, ha scritto in un intervento sull’Huffington Post la capogruppo M5s in Consiglio regionale del Lazio. “Il M5S apparirebbe infatti come quello che ha immolato se stesso sull’altare del Governo del Cambiamento, mentre Salvini come colui che, duro e puro fino alla fine, si è immolato sull’altare della Patria contro l’invasione scafista. E alla fine a dettare la linea, quando ormai sarà troppo tardi, saranno i nostri elettori”. E ha concluso: “Io ricordo molto bene quel mix di ilarità e indignazione che circa dieci anni fa suscitò il lodo Alfano con l’escamotage paradossale secondo cui l’allora presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, doveva essere considerato davanti alla Legge ‘primus super pares’. Oggi con Salvini la storia si ripete e il rischio è lo stesso: far passare la prassi secondo cui chi ricopre ruoli istituzionali e di potere, invece che essere ancora più ligio di tutti gli altri, può sottrarsi al giudizio della magistratura, in barba al principio della separazione dei poteri, oltre che ai valori fondanti del Movimento 5 Stelle”.

Il cambio di linea – Al netto del voto dei Cinquestelle, la nota del governo certifica un cambio di linea a tappe forzate da parte del M5s, che peraltro si è consumato nelle ultime ventiquattro ore. Colpa della lettera al Corriere della Sera con la quale Salvini annunciava ieri di aver cambiato posizione: non vuole più rinunciare all’immunità, chiedendo al Senato di votare per salvarlo dal processo. A quel punto esponenti del governo del M5s – da Danilo Toninelli a Giulia Grillo – hanno iniziato a rivendicare la decisione sulla Diciotti come un’azione corale. Quindi è arrivato il premier a rivendicare la sua responsabilità: “Sulla vicenda è stata seguita la linea politica del governo, quindi mi assumo la piena responsabilità politica di quello che è stato fatto. Non sarò certo io a suggerire ai senatori cosa votare, saranno i senatori che giudicheranno la linea politica del governo”.  l voto favorevole dei Cinquestelle, annunciato in un primo momento, dunque, è tutt’altro che scontato. “Ora dobbiamo esaminare la situazione nuova alla luce dell’assunzione di responsabilità collegiale da parte del governo, che verrà manifestata anche con un documento che aspettiamo in Giunta”, continua sempre Giarrusso. Ma quella dell’esecutivo è dunque un’autodenuncia? “Non c’è nessuna autodenuncia, é un’assunzione di responsabilità collegiale, politica, per le azioni compiute dal governo collegialmente in quella vicenda”, ha risposto il senatore.

De Falco: “Atto collegiale dell’esecutivo? Non c’è alcuna delibera”- Della giunta per le Immunità fa parte anche Gregorio De Falco, eletto dal M5s ma poi espulso dal Movimento, che non sembra per nulla convinto della memoria del governo. “Non mi pare che ci sia stata nessuna delibera dell’esecutivo sulla questione della nave Diciotti”, dice il senatore. Che poi contesta anche il cambio di linea del M5s.  “In questo momento non sono nell’ambito del Movimento, ma sulla retromarcia devono esserci delle giustificazioni. L’atto di governo solitamente si sostanzia. Io credo che bisogna agire in scienza e coscienza”, ha detto arrivando a Sant’Ivo alla Sapienza dove si riunisce la Giunta per le Immunità. L’ex presidente della giunta per le Immunità, Dario Stefano, invece definisce come “un’anomalia” la memoria depositata del governo.

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