E’ la seconda volta che il suo negozio salta in aria. E’ la seconda bomba che il racket mette davanti alla serranda del negozio di Grazia, specializzata in forniture per parrucchiere. A Foggia, come purtroppo in tante città del resto di Italia, la malavita va all’incasso imponendo un sopruso orribile, ineguagliabile. O paghi il pizzo, oppure sparisce il lavoro e il tuo avvenire. Grazia già ieri ha deciso insieme a suo marito Giuseppe di riaprire subito: “Non ci fermeranno, rimettiamo le cose a posto e riapriamo. Però non ce la faccio proprio più”, ha detto.

Questo episodio sarà una breve di cronaca. Simile a cento altri che ogni mese si contano. Non ci riguarda, o se ci riguarda, ci interessa poco, ci indigna ancor meno. Se una quota della nostra attenzione, anzi della nostra ossessione, per i migranti fosse destinata a questi fenomeni, se dieci minuti del suo tempo il ministro dell’Interno li destinasse ad aiutare questi italiani disperati e a chiedere conto alle forze dell’ordine perché non vengono fermati questi altri italiani farabutti che spadroneggiano, devastano, intimidiscono, sarebbe un bel giorno.

Se infine la stampa non seguisse lo show della politica, e obbligasse invece la politica a seguire la realtà, a occuparsi di ciò che non vuole vedere perché non fattura simpatia e quindi voti, tante vite come quelle di Grazia e Giuseppe sarebbero più tranquille, tante fatiche più produttive, tanti criminali meno impuniti. L’aria più pulita e l’Italia più civile.

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