Il problema dell’Italia non è solo la mancanza di alcune leggi necessarie. Il problema è che in molti casi la legge c’è, ma non c’è nessuno che abbia voglia di farla rispettare. Sarebbe un errore dare la colpa per questo stato di cose solo a giudici e forze dell’ordine. In uno Stato democratico è indispensabile che siano gli stessi cittadini a impegnarsi in quella che una volta si chiamava “battaglia per la legalità”.

Con Peopleforplanet.it stiamo dando vita a una serie di iniziative su questo fronte. Da una nostra inchiesta, ad esempio, è emerso che in alcuni reparti di ostetricia consegnano alle puerpere in dimissione dall’ospedale dopo il parto, insieme alle informazioni sanitarie, anche la segnalazione della marca di un latte artificiale per neonati consigliato. Consigliare la marca di un latte artificiale è vietato dalla legge. Abbiamo denunciato questo fatto pubblicando le foto della documentazione raccolta, confermata dalle testimonianze delle madri che hanno ricevuto materiali informativi con il “consiglio per gli acquisti” dentro.

Ovviamente la pubblicazione di questa inchiesta non ha ottenuto nessun risultato. Lo sapevamo ed eravamo preparati. Non vogliamo solo denunciare un illecito: vogliamo che siano prese severe misure contro chi ha commesso questo reato. La prima azione con la quale vogliamo ottenere risultati concreti è stata quella di rivolgerci alla ministra della Salute Giulia Grillo.

Ma intanto abbiamo messo all’opera il nostro gruppo di avvocati per iniziare un’azione legale sulla base della legge del 1994, aggiornata dal Decreto 9 aprile 2009 n. 82, che all’articolo 10 precisa che “la pubblicità degli alimenti per lattanti è vietata in qualunque modo, in qualunque forma e attraverso qualsiasi canale, compresi gli ospedali, i consultori familiari, gli asili nido, gli studi medici, nonché convegni, congressi, stand ed esposizioni”. Chiaramente un conto è fare una denuncia giornalistica, un conto è rivolgersi ai giudici.

Alcuni ospedali prescrivono latte artificiale di una specifica marca direttamente sul libretto sanitario del bimbo che viene consegnato al momento delle dimissioni ospedaliere dopo la nascita. Altri, più prudenti, effettuano la prescrizione su un foglio (che non sempre riporta l’intestazione della struttura ospedaliera) che viene poi inserito in mezzo al libretto sanitario: l’Italia è piena di manine.

Vogliamo che venga aperta un’inchiesta, vogliamo che si identifichino le manine, vogliamo che si scopra se sono stati i primari che hanno dato ordini in proposito oppure si tratta di iniziative compiute a loro insaputa. In Italia ti può capitare che ti regalino una casa a tua insaputa, può certamente succedere che qualcuno guadagni sulla pubblicità al latte artificiale a insaputa di tutti. Per chiarire la questione Miriam Cesta, autrice dell’inchiesta, ha intervistato Martina Carabetta, consulente professionale in allattamento materno (Ibclc, International board certified lactation consultant), che ha dichiarato che la promozione di una specifica marca di latte artificiale “non solo è vietata dalla legge italiana, ma è anche eticamente scorretta dato che arriva dagli operatori della salute, che hanno ovviamente autorevolezza agli occhi delle neomamme e dei neopapà. L’indicazione di uno specifico latte artificiale alla dimissione dall’ospedale dopo il parto induce infatti i genitori a credere che quella marca sia migliore rispetto ad altre, o che il bambino sia obbligato per qualche motivo ad assumere quello specifico latte”.

Questa inchiesta è stata realizzata con la collaborazione di donne impegnate nella diffusione dell’allattamento al seno, pratica fondamentale per il benessere delle mamme e dei piccoli. Grazie a questa collaborazione è stata raccolta una documentazione inoppugnabile. Ma ovviamente più elementi di prova abbiamo, meglio è. Chiediamo quindi a chi avesse ricevuto informative illegali di questo tipo di segnalarcele, inviandoci la foto dei fogli promozionali delle marche di latte artificiale per neonati a redazione@peopleforplanet.it.

Se ci aiutate possiamo riuscire a stroncare questo malcostume. E chiediamo a chi fosse a conoscenza di altre violazioni della legge o dell’etica professionale di segnalarcele. Questa azione è solo un inizio. Ci sono tante altre illegalità contro le quali è giusto e possibile agire. Le leggi vengono rispettate se i cittadini si danno da fare.

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