Virginia Raggi finalmente ha il suo capo di gabinetto. La nomina arriva a distanza di 28 mesi dal burrascoso addio di Carla Romana Raineri, cui sono seguiti tutta una serie di rifiuti e, pareva, uno stato di sostanziale rassegnazione. Eccolo invece il “prescelto”. Si chiama Stefano Castiglione, 52 anni, magistrato della Corte dei Conti con un passato nell’Arma dei Carabinieri e nell’Aeronautica Militare. “Ed è pure un ottimo tennista”, scherzano bonariamente a Palazzo Senatorio, nel tentativo di mettere in risalto il suo ruolo di presidente, fino a poco tempo fa, del prestigioso circolo sportivo “Magistrati Corte dei Conti”, periodo durante il quale ha organizzato cene con personaggi di spicco del M5S, quali il capo politico Luigi Di Maio e l’attuale ministro Alfonso Bonafede.

Nel suo curriculum spicca, appunto, il ruolo di vice procuratore della Corte dei Conti in Toscana e quello di componente della Commissione istruttoria per l’Autorizzazione Ambientale Integrata (qui il suo apporto sarà fondamentale nelle prossime settimane nel tentativo di risolvere l’emergenza rifiuti). Fra gli ultimi incarichi ricoperti anche quello di presidente del Collegio dei Revisori dei Conti del Teatro Lirico di Genova – “del quale ha contribuito al risanamento”, spiegano dal Campidoglio – e di componente della Commissione di Garanzia” del Consiglio Federale della Federazione Italiana Baseball e Softball. Nel 2001, periodo in cui era in servizio in Aeronautica, è stato Capo Servizio Amministrativo presso il Comando Militare Italiano prima ad Asmara (Eritrea) nella Missione Unmee e poi in occasione del G8 di Genova.

Quella del capo di Gabinetto – figura fondamentale nell’assetto operativo di un’amministrazione – è da sempre stata una casella maledetta per la giunta Raggi, una specie di “bestia nera”. La cui ha assenza ha comportato anche qualche “gaffe” evitabile alla prima cittadina. Subito dopo l’elezione, la sindaca volle al suo fianco Daniele Frongia, che riuscì a malapena a organizzare il concerto di Bruce Springsteen al Circo Massimo per poi, dopo 10 giorni, essere costretto a rinunciare a causa della legge Severino (era passato troppo poco tempo dal suo ultimo incarico politico).

Fu poi il turno di Carla Romana Raineri, rapporto mai nato e quindi deflagrato nelle dimissioni e nella lite che hanno portato addirittura Raggi a processo per falso documentale (per essere, come noto, assolta dopo due anni). Nel frattempo, fra errori e dinieghi, a un passo dalla nomina erano arrivati anche i finanzieri Ugo Marchetti e Gian Luca Berruti. La nomina di Castiglione libera di responsabilità figure apicali in Comune che, nell’ultimo periodo, erano divenute una sorta di fac-totum, non senza qualche fastidio da parte di alcuni consiglieri di maggioranza.

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