Conte parla di vittoria, Salvini è soddisfatto, Di Maio  smonta le accuse e le critiche. All’indomani dell’intesa con Bruxelles riguardo alla manovra, premier e vicepremier sottolineano la bontà del lavoro svolto e rivendicano i risultati ottenuti, ognuno dal proprio punto di vista. Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, ad esempio, a poche ore dal via libera ha subito cercato di smontare l’accusa sul possibile aumento dell’Iva nel 2020, offerto all’Ue come clausola di salvaguardia. “Non c’è un aumento dell’Iva quest’anno e non ci sarà nei prossimi anni – ha detto Di Maio a Circo Massimo, su Radio Capital – Come abbiamo dimezzato quest’anno le clausole le dimezzeremo nei prossimi anni”. Sulla stessa linea il segretario della Lega: “No, non l’abbiamo aumentata quest’anno e non l’aumenteremo nei prossimi anni” ha detto Salvini, sottolineando che “è un altro dei regalini che abbiamo ereditato dai Governi precedenti come la fatturazione elettronica. L’Iva non aumenta e per quanto riguarda altri danni ereditati vedremo di limitarli il più possibile”. Per quanto riguarda la partenza del reddito di cittadinanza il primo di aprile come annunciato dal ministro del Tesoro Tria, il vicepremier M5s è stato categorico: “Partirà a fine marzo. Il primo aprile no, mi rifiuterò categoricamente, le ironie si sprecherebbero”. Chi invece si è concentrato sul rischio scampato della procedura d’infrazione è stato il presidente del Consiglio, che in un’intervista al Corriere della Sera ha sottolineato come l’eventuale provvedimento dell’Ue “avrebbe avuto un costo politico molto elevato, e forse non del tutto prevedibile”. Il ministro dell’Interno ha anche parlato anche di chi ha bollato l’intesa con Bruxelles come una sconfitta camuffata da vittoria: “Ho perso? Allora spero di perdere così tutte le volte” ha detto Salvini.

CONTE AL CORRIERE DELLA SERA: “NON POTEVAMO PERMETTERCI SANZIONI UE”
“Attraversare una procedura di infrazione che avrebbe messo sotto controllo i conti dell’Italia per sette anni, inutile negarlo, avrebbe avuto un costo politico molto elevato, e forse non del tutto prevedibile”: parola di Giuseppe Conte, che con il Corriere della Sera ha riflettuto anche sulla possibilità che con un no della Commissione si sarebbe riaperta la discussione sulla permanenza dell’Italia in Ue e nell’euro. Questo però, precisa, “non è né sarà mai un obiettivo politico di questo governo”. Può aver pesato la protesta dei gilet gialli in Francia? “Può avere avuto il suo peso, anche se è difficile da quantificare – ha evidenziato il premier – Dalla prima cena a Bruxelles sui negoziati, quando mi sono sentito rivolgere alcune critiche contabili, ho invitato i miei interlocutori a considerare che noi avevamo davanti l’esigenza di mantenere la stabilità sociale in Italia – ha aggiunto – Ho menzionato esplicitamente al commissario Pierre Moscovici la rivolta dei gilets jaunes in Francia”. Come ha convinto Di Maio e Salvini ad abbassare i toni? “Ci siamo resi conto tutti che questo non giovava all’interesse del nostro Paese. E a quel punto – ha rivelato – per evitare che il negoziato si complicasse, ho chiesto e ottenuto una linea di comunicazione più attenta”. È pronto, in caso di vittoria delle Lega alle Europee, a cedere Palazzo Chigi a Salvini? “Onestamente no, non sono pronto a questo passaggio delle consegne – ha spiegato Conte – Ma non perché tenga alla poltrona. Questo governo è frutto di un impegno con gli italiani per realizzare un progetto riformatore che richiede tempo ed energie per l’intero arco della legislatura“. Infine, il premier ha minimizzato il fatto che Salvini e Di Maio non fossero al suo fianco al Senato: “Erano assenti giustificati“.

SALVINI: “HO PERSO? ALLORA SPERO DI PERDERE COSI’ TUTTE LE VOLTE”
“Ho perso? Allora spero di perdere così tutte le volte”. Ospite di Radio Anch’io, il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini ha difeso così la manovra: “Ci sono più di 20 miliardi nel triennio per smontare la legge Fornero. Da zero a venti miliardi – ha spiegato – E grazie a questa manovra 500mila italiani potranno scegliere di andare in pensione prima. Se i tecnici dicono che i soldi per l’anno prossimo sono sufficienti io di loro mi fido. Sono estremamente felice di questo primo passo”. Per quanto riguarda la strategia politica con l’Ue, Salvini ha sottolineato che “se fossimo partiti già in ritirata non avremo ottenuto nulla. Se invece parti con richieste ambiziose che tutti i governi precedenti non hanno mai avanzato – ha aggiunto – porti a casa un risultato di una manovra da decine di miliardi che tornano nell’economia e nelle tasche degli italiani”. Salvini ha poi ribadito che l’Italia “non voterà” il prossimo bilancio europeo se non salteranno i tagli all’agricoltura e alla pesca: “Se spendono 15 miliardi per gli stipendi per i burocrati, 7 miliardi per la Turchia e tagliano i soldi agli agricoltori italiani noi non voteremo mai quel bilancio”.

DI MAIO RISPONDE ALLE ACCUSE DI GENTILONI E DEL PD
Una delle critiche più forti rivolte al governo è che la manovra sia stata scritta direttamente da Bruxelles. Una ricostruzione smentita nettamente dal capo politico del M5s: “Ha dentro quota 100, reddito e pensioni di cittadinanza, rimborsi ai truffati delle banche… L’unico accordo che si poteva fare era per mantenere le promesse, e l’abbiamo fatto” ha detto Di Maio, che con queste parole ha risposto direttamente all’ex premier Paolo Gentiloni. L’esponente del Pd, infatti, ha accusato: “Ieri abbiamo assistito ad una cosa incredibile: dopo aver detto ‘me ne frego’, ‘tiro dritto’, ‘le letterine di Babbo Natale‘, ha fatto annunciare misure non dal premier italiano ma dall’ex primo ministro lituano, mentre il Parlamento aspettava”. Non solo. Per Gentiloni, in ogni caso va “benissimo che non ci sia stata la procedura d’infrazione, ma il modo in cui si è arrivati a farsi dettare la manovra da Bruxelles non ha precedenti”. Siamo di fronte alla “manovra meno consistente degli ultimi anni, che non aiuta l’economia italiana”, ha concluso l’eponente dem.

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