Se un poliziotto ‘comune’, di quelli che ogni giorno “rischiano la vita in strada per difenderci”, come direbbe Matteo Salvini, avesse salutato e stretto la mano a un capo ultrà che ha patteggiato un anno e mezzo per droga “sarebbe già stato sanzionato”.

Il giorno dopo la partecipazione del ministro dell’Interno alla festa per i 50 anni della Curva Sud del Milan con il saluto a Luca Lucci, figura carismatica del tifo organizzato rossonero che a settembre ha patteggiato 18 mesi per la vendita di droga, la Silp Cgil non ci sta. “Non si lancia un bel segnale – dice a Ilfattoquotidiano.it il segretario del sindacato di polizia, Daniele Tissone – soprattutto per chi è Autorità nazionale di pubblica sicurezza”. Tissone spiega che, tecnicamente, se al posto di Salvini ci fosse stato un poliziotto “sarebbe già stato sanzionato disciplinarmente”.

La stretta di mano – caso sollevato dal Fatto.it dopo la pubblicazione delle foto da parte dell’Ansa – ha invece finora provocato una timida reazione da parte di alcuni esponenti politici. Dopo il “cinque” a Lucci, che in passato ha anche subito 3 Daspo e una condanna per aver aggredito un tifoso dell’Inter che perse un occhio, Salvini ha detto di essere “un indagato tra gli indagati”. Parole e gesti che hanno spinto i deputati del Pd, Emanuele Fiano e Giuditta Pini, ad annunciare un’interrogazione parlamentare.

“Non si ricorda nessun precedente del genere in nessuna democrazia liberale conosciuta – dice Fiano – Il ministro Salvini, il ministro della legalità, gode in questo Paese di una pericolosa e grave immunità che mette a tacere tutti i grandi poteri e i grandi commentatori di questo Paese, qualsiasi cosa faccia, qualsiasi regola calpesti, qualsiasi asticella superi”. Pini, invece, sottolinea che “a chi gli chiedeva se conoscesse l’uomo con cui si faceva fotografare, Salvini ha risposto che lui era semplicemente: “Un indagato tra indagati”. E invece no. Perché è il ministro dell’Interno. E dopo che ha pubblicato il video mai rimosso del prestanome della ‘ndrangheta sul tuo profilo, anche questo è troppo”.

In giornata era intervenuta anche l’ex presidente della Camera, Laura Boldrini: “Qual è il messaggio che arriva a chi vede tutto questo? Se Salvini sdogana in questo modo crimini che vengono commessi e che sono stati accertati, vuol dire che si può fare”, commenta a Radio Capital. “Il messaggio è pericolosissimo – aggiunge l’esponente di LeU – Chi svolge ruoli come quello di Salvini ha una responsabilità aggiuntiva, ho avuto modo di dirglielo. E se non conosce i reati del capo ultras milanista, è doppiamente grave”.

Il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, evidenzia invece come “al mattino” il ministro dica che “chi vende droga deve marcire in galera per anni” e poi, “al pomeriggio con pacche sulle spalle e abbracci saluta il capo ultrà che ha patteggiato 1 anno e mezzo per spaccio di droga con le bande albanesi, e che risulta anche condannato per aggressione”. Se “fosse un privato cittadino o anche solo il capo della Lega potrebbe abbracciare chi gli pare – conclude Fratoianni – ma visto che fa il ministro dell’Interno la questione cambia, e di molto” perché “getta discredito sulle istituzioni e insulta chi ogni giorno rischia la vita nella lotta alla criminalità”.

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