Una pioggia di emendamenti ‘segnalati’: circa 260, equamente divisi tra Lega e M5s. C’è di tutto tra le modifiche alla legge di Bilancio proposte dalle due forze di maggioranza alla vigilia dell’esame del testo da parte della commissione Bilancio. Ma gli spazi politici e finanziari sono stretti.

Così domenica sera è previsto un vertice a Palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte, i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, i ministri Giovanni Tria e Riccardo Fraccaro e i due sottosegretari dell’Economia, Massimo Garavaglia e Laura Castelli. Perché su alcuni punti va trovata un’intesa – in primis sull’ecobonus che finora ha provocato attriti e scintille – e su altri fronti bisognerà capire se e cosa promuovere tra le nuove misure proposte. Perché le coperture non basteranno mai per approvare tutte le misure ‘segnalate’.

Tra la marea di emendamenti prioritari ci sono il dietrofront sui paletti legati all’Isee per la card cultura per i neodiciottenni, oltre alle assunzioni per le forze di polizia e vigili del fuoco, che nelle intenzioni dei partiti di maggioranza potrebbero anche godere dello sblocco del turnover. Priorità alle quali bisognerà dare una risposta. Come bisognerà capire se si riuscirà ad arrivare al taglio dei premi Inail”, sul quale il sottosegretario Garavaglia, assicura di “continuare a lavorare”: sul piatto ci sono 600 milioni. È confermata anche la proposta per introdurre la “flat tax al 7% per riportare in Italia – dice Salvini – nel nostro splendido Sud, una parte di quei quasi 400mila connazionali pensionati che risiedono all’estero”.

In casa M5S si insiste invece sull’intenzione di arrivare all’azzeramento nel 2022 dei fondi per l’editoria e viene rilanciata la proposta che punta a vietare la produzione di cotton fioc non bio dall’1 gennaio 2019, prevedendo sanzioni fino a 10mila euro per chi non rispetta le nuove regole: una misura che va incontro a una risoluzione del Parlamento Ue. Così come è in gestazione – ma non ancora presentato e già ‘bocciato’ dal ministro della Giustizia, Alfonso Bonafedeun emendamento che permetterebbe ai magistrati di andare in pensione fino a 72 anni, una misura che non convince l’Anm.

Da riscrivere anche le nuove norme su Ncc e taxi per mettere un freno all’abusivismo. Ancora aperto poi il comparto ‘famiglia’: oltre all’idea di prevedere tre anni di contributi figurativi per ogni figlio a partire dal terzo per le mamme-lavoratrici, un emendamento a prima firma Pillon chiede il raddoppio dei giorni che si possono prendere per malattia dei figli alzando anche l’asticella dell’età del minore dagli attuali 10 a 16 anni.