Ha chiesto scusa per i depistaggi,  ma anche per la condotta di non meglio precisati “apparati dello Stato” che non hanno “cercato la verità”. Il presidente della Camera Roberto Fico si è rivolto direttamente ai famigliari delle vittime di piazza Fontana nel giorno del 49esimo anniversario dell’eccidio. “Se nessuno lo ha fatto, io lo faccio oggi con molta umiltà, vi chiedo scusa“, ha detto la terza carica dello Stato, che ha partecipato al corteo istituzionale a Milano in ricordo della strage alla banca dell’Agricoltura.  “Chiedo scusa per i depistaggi e tutto ciò che avete dovuto sopportare e per gli apparati dello Stato che non hanno fatto nulla per cercare la verità”, ha aggiunto Fico, spiegando che a Montecitorio si sta impegnando “a completare definitivamente la rimozione del segreto funzionale sugli atti e i documenti relativi alle stragi, alle logge massoniche, alla P2“.

Il corteo a Milano – All’esponente del Movimento 5 stelle i cronisti hanno chiesto di commentare, a margine della commemorazione della strage di piazza Fontana, le parole del vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, su Hezbollah. “Su questi temi ascolto il presidente del Consiglio e il ministro degli Esteri. Ci vogliono due popoli e due Stati e lì si deve costruire il dialogo e la pace”, ha detto il presidente della Camera, che ha ha aperto il corteo subito dietro subito dietro i famigliari delle vittime.  Con lui anche il sindaco di Milano, Beppe Sala, e il prefetto Renato Saccone.La manifestazione, partita da piazza Scala e diretta alla piazza teatro dell’attentato terroristico compiuto il 12 dicembre 1969, era aperto dallo striscione “Famiglie vittime della strage di piazza Fontana”, e dai gonfaloni del comune di Milano, della Città metropolitana e di Regione Lombardia, seguiti da quelli delle sezioni lombarde dell’Anpi. Alla manifestazione hanno partecipato anche le associazioni Libera e WikiMafia.

Il messaggio di Mattarella: “Non c’è verità piena” – “Una verità piena e conclusiva non ha ancora coronato le lunghe e travagliate vicende giudiziarie. Questo nonostante il lavoro encomiabile e coraggioso di magistrati e servitori dello Stato, che hanno svelato responsabilità e trame di matrice neofascista, occultate da intollerabili deviazioni”, ha ricordato nel suo messaggio il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “La Repubblica – aggiunge il capo dello Stato – non potrà mai cancellare il segno profondo della ferita che le è stata inferta, ma rivendica con orgoglio il valore della risposta corale che la comunità nazionale è riuscita a fornire sia nei confronti dell’eversione nera sia del terrorismo brigatista. Nel giorno dell’anniversario, il pensiero va, commosso, alla memoria delle vittime, e a quanti, familiari, discendenti, non hanno mai smesso di ricordare e testimoniare”.

Inchieste e sentenze: nessun colpevole – Nonostante non esista una sentenza definitiva di colpevolezza, le inchieste hanno ricostruito come la strage di piazza Fontana, come quelle seguenti della Questura di Milano (1973) e di piazza della Loggia a Brescia (1974), sia stata compiuta dal gruppo fascista e filonazista Ordine nuovo, collegato con servizi segreti e apparati dello Stato, oltre che con strutture d’intelligence Usa. I responsabili dell’attentato furono Franco Freda e Giovanni Ventura, come afferma una sentenza della Cassazione del 2005, anche se non possono più essere condannati perché definitivamente assolti per lo stesso reato nel 1987. L’unico con sentenza definitiva di condanna è Carlo Digilio, armiere di Ordine nuovo, morto nel 2005 dopo aver confessato il suo ruolo e raccontato le imprese del suo gruppo.

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