Il gip di Roma ha accolto a richiesta della Procura di giudizio immediato per Luca Lanzalone, coinvolto nell’inchiesta sul nuovo stadio, fissando il processo al prossimo 5 marzo. Nei suoi confronti la Procura contesta il reato di corruzione. Lanzalone, difeso dall’avvocato Giorgio Martellino, si trova dal giugno scorso agli arresti domiciliari. Nell’indagine sono coinvolte altre 19 persone, tra cui il costruttore Luca Parnasi, per i quali il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il pm Barbara Zuin devono ancora formulare l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio, che potrebbe arrivare in settimana, dopo la chiusura indagini avvenuta il 30 ottobre scorso. L’imprenditore era stato arrestato il 13 giugno scorso insieme ad altre otto persone.

Secondo l’accusa Parnasi aveva promesso a Lanzalone consulenze per il suo studio legale pari a circa 100mila euro e aveva garantito il suo aiuto nella ricerca di una casa e di uno studio a Roma. Prima dell’indicazione per il vertice della municipalizzata dell’energia (di cui il comune detiene il 51%) era stato il consulente di fiducia del M5s per portare avanti una mediazione con l’amministrazione comunale e lo stesso Parnasi. Erano i primi mesi del 2017 e la mediazione aveva fatto sbloccare il progetto. Per la Regione si occupò della questione Michele Civita, allora assessore all’urbanistica, al quale il gruppo Parnasi aveva promesso l’assunzione del figlio in una delle sue società. Alle trattative con l’imprenditore avrebbe partecipato anche Paolo Ferrara, indagato per corruzione e poi autosospesosi dal Movimento, al quale Parnasi avrebbe fornito utilità e in particolare un progetto per la riqualificazione del lungomare di Ostia.

Nelle intercettazioni Lanzalone veniva chiamato “Mr Wolf” da Parnasi. Questo perché, l’avvocato ‘problem solver’ classe 1969 caro a Davide Casaleggio, era arrivato da Livorno (consulente del sindaco Filippo Nogarin) a Roma dove era riuscito a sbloccare la vicenda dello stadio di Tor di Valle sulla quale si stava consumando una faida terribile.

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