“Prima mi hanno usato, poi mi hanno preso in giro: non posso più restare con i Cinque Stelle”. Matteo Dall’Osso se ne va e aderisce al gruppo di Forza Italia alla Camera, che lo accoglie nelle sue fila. Il deputato ex pentastellato, malato di Sla, ha annunciato in un’intervista a Il Giornale la sua uscita, formalizzata dagli azzurri venerdì mattina. L’addio si consuma attorno a 30 milioni di euro chiesti dal deputato in commissione Bilancio per “innovazione tecnologica delle strutture, contrassegno e segnaletica per la mobilità delle persone con disabilità”.

Di Maio: “Penale? Non so, voglio capire” – Una decisione che – secondo l’Andkronos – porterà i vertici del Movimento a chiedere sia la penale da 100mila euro prevista in caso di abbandono del gruppo parlamentare sia di “versare i soldi delle restituzioni”. Luigi Di Maio non ha né smentito né confermato: “Voglio prima capire cosa è successo – ha spiegato il vicepremier – Matteo è quanto di più lontano ci sia da Forza Italia”. La possibilità era stata invece allontanata dal capogruppo alla Camera, Francesco D’Uva: “Sono molto deluso dalla decisione: abbiamo lottato insieme per 5 anni e oggi me lo ritrovo con Fi. Più che una questione politica è un problema umano, siamo scossi per l’affetto che nutriamo per lui – spiega – Ma nessuno di noi ha chiesto di pagare la penale. È la prima volta che accade: ma il tema non è questo, è perdere un collega”. 

di Alberto Sofia

“Umiliato e trattato male” – “Mi sono sentito solo, in parte tradito, umiliato. E mi sono sentito disabile. Mi hanno trattato male”, ha detto l’ormai ex M5s. Perché? Dall’Osso spiega di aver “chiesto al gruppo M5s di firmare un emendamento” in commissione Bilancio che potenziava il fondo per i disabili, “ma dai banchi del governo è stata data indicazione negativa”. Così “ho deciso di proseguire grazie alla sottoscrizione di tutte le opposizioni”, racconta Dall’Osso.

“Dicono che mancano coperture” – “A seguito del mio intervento e di un accorato appello, l’emendamento è stato accantonato con parere favorevole. Ma nella seduta di martedì 4 – evidenzia il parlamentare – quell’emendamento è stato bocciato. L’ho appreso dal verbale della seduta”. Il motivo della bocciatura, aggiunge, è la “mancanza di coperture economiche”. Ma, aggiunge, “parliamo di 10 milioni di euro per tre anni, considerato che Roma da sola soffre una mancanza di 2 milioni solo per quest’anno a causa di permessi per falsi invalidi”.

Cosa prevedeva la sua proposta – In tutto sarebbero stati impegnati 30 milioni nel triennio, in un fondo ad hoc da istituire al ministero delle Infrastrutture e da destinare a interventi di “innovazione tecnologica delle strutture, contrassegno e segnaletica per la mobilità delle persone con disabilità”. Al primo parere negativo (nella notte tra domenica e lunedì) era scattata in commissione una lunga polemica, anche fra il deputato M5S, primo firmatario dell’emendamento, e il suo gruppo. La proposta aveva quindi ricevuto sostegno trasversale tra i deputati, ottenendo, al ‘secondo round’ nel pomeriggio di lunedì la promessa di un accantonamento “in previsione di poter dare un parere favorevole” da parte del governo (presente in quel momento in commissione il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon). La proposta alla fine, nel rush finale di esame degli emendamenti martedì notte, è stato bocciato. 

L’intervento di Dall’Osso in commissione

“No strumentalizzazioni su disabili” – “Rifiutiamo strumentalizzazioni sul tema dei disabili”, risponde D’Uva. Nel merito il capogruppo M5s ricorda infatti gli aiuti ai disabili previsti in Manovra, “come l’incremento del fondo per le persone con gravi disabilità, come i 500mila euro all’Afam per la formazione degli studenti disabili, come il raddoppio degli stanziamenti per i cani guida”. Oltre alla pensione di cittadinanza che andrà a ristorare con 780 euro mensili “anche le persone che con un’invalidità all’80% prendono poco più di 200 euro”. “Quando arriverà la pensione di cittadinanza si alzeranno le pensioni per tutti i disabili”.

In Fi “libertà e solidarietà” – Troppo poco, evidentemente, per Dall’Osso. Che motiva la sua la decisione di approdare in Forza Italia “per i valori di libertà e solidarietà che promuove”, dice. “Ricordo il lavoro a tutela delle donne svolto da Mara Carfagna e l’attenzione verso le categorie più deboli quali i bambini orfani”, aggiunge. Per questo, conclude, “penso possa garantire l’attenzione verso i disabili”.

Come si è concretizzato il passaggio – A spiegare come Dall’Osso si è avvicinato a Forza Italia è la deputata azzurra Renata Polverini. L’ex governatrice del Lazio ha spiegato che giovedì pomeriggio il deputato è stato ricevuto a Palazzo Grazioli da Silvio Berlusconi. “Dall’Osso – spiega Polverini – era già molto a disagio per le posizioni prese dal Movimento su vari temi. Domenica scorsa io ero in commissione Bilancio a sostituire di notte un collega, quando è accaduto l’incidente di cui tutti parlano”. A quel punto, Fi “ha fatto sua la battaglia, gli emendamenti sono stati bocciati naturalmente e lui l’ha presa molto male”. Quindi si arriva a giovedì, quando “alle 18.30 Dall’Osso è stato dal presidente Berlusconi” con il quale “è stato a colloquio per più di un ora”. Dall’Osso, aggiunge Polverini, “mi aveva chiesto di parlare con Berlusconi e io l’ho portato da lui” e l’ex premier “gli ha detto che sosterrà tutte le sue battaglie”.

Fico: “Sorpreso”. Fattori: “Triste” – “Non so cosa sia successo, è stata una sorpresa“, ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico. “Ieri – spiega Fico – ho ricevuto come presidente della Camera la lettera di Matteo Dall’Osso e non so cosa sia successo, non ho ancora parlato con Matteo”. A chi gli chiede se Dall’Osso sarà multato dal Movimento, Fico risponde: “Non mi sembra che sia l’ordine del giorno nelle discussioni fatte e non mi sembra che nessuno l’abbia detto”. La senatrice pentastellata dissidente Elena Fattori si dice triste perché “Matteo è una persona speciale” e “lo abbiamo lasciato indietro” come “lasciamo indietro tante persone deboli”. Così, ha concluso, “vince la vecchia politica” e “perde chi ha sognato”.