Caso Spataro-Salvini? Quello che è successo è grave. Non è uno scontro tra parti, è una volgarità che una persona può dire al bar ma non un ministro nell’esercizio delle sue funzioni. E solo per questo aspetto Salvini dovrebbe andare a casa“. Sono le parole pronunciate ai microfoni de “L’Italia s’è desta”, su Radio Cusano Campus, dall’ex magistrato Antonio Di Pietro, che spiega: “Quanto accaduto ieri è un fatto non solo politico, ma anche di sgarbo istituzionale commesso addirittura da un ministro dell’Interno nei confronti di un procuratore della Repubblica. Il problema più grave è che c’era una operazione in corso con un rischio per le persone che la stavano conducendo e con l’ulteriore rischio che potesse essere compromessa” – continua – “Il ministro dell’Interno è un pubblico ufficiale, è il primo della catena che dovrebbe rispettare queste regole. Aver violato un segreto d’ufficio, mentre quest’ufficio si stava svolgendo, è un chiaro reato. In un Paese normale non si deve parlare di scontro, ma si deve prendere atto che un pubblico ufficiale ha violato la legge e il galateo istituzionale nei confronti di una persona come Spataro. Purtroppo nel nostro Paese finirà, come al solito, a tarallucci e vino, faranno finta di non vedere e di non sentire e diranno che si è trattata di una incomprensione”.

Di Pietro puntualizza: “Quello in corso non era un fermo di polizia, ma un’operazione giudiziaria che durava da un anno con provvedimenti restrittivi emessi dal gip. Una cosa è fare un’attività giudiziaria, altra cosa è strumentalizzare quest’attività che altri stanno facendo per farsi pubblicità gratuita. Non ha senso, né logica. Quella di Salvini è stata una strumentalizzazione che offende l’intelligenza e il lavoro di tutti gli altri. C’è un soggetto che non rispetta le regole istituzionali e che viola la legge. E addirittura ridicolizza e umilia un procuratore della Repubblica che ha lavorato per 50 anni ai massimi livelli e che viene trattato come un deficiente da una persona che si è montata la testa. Posso capire che abbia bevuto un bicchiere di troppo, ma un ministro dell’interno alle 7 di mattina non può fare certe cose e poi aggravare la situazione insultando il procuratore”.
E aggiunge: “A livello di Parlamento italiano bisognerebbe sfiduciare un ministro che nell’esercizio delle sue funzioni intralcia operazioni in corso. In un Paese normale il Consiglio dei ministri dovrebbe prendere atto di questo fatto. Il presidente del Consiglio non dovrebbe fare lo gnorri, il ministro della Giustizia non dovrebbe dire che c’è stata un’incomprensione. Bonafede dice che vuole vederci chiaro? E’ una risposta alla democristiana maniera, c’è poco da vederci chiaro. Aspetta forse che finisca tutto a tarallucci e vino? Non lo accetto, né lo condivido. C’è tutto l’interesse a far finta che non sia successo niente e invece ci dovrebbe essere un immediato dibattito parlamentare”.

L’ex leader di Idv sottolinea: “Salvini nemmeno si rende conto di quello che ha fatto. O meglio, siccome è intelligente, se ne rende conto e, ciò nonostante, aggrava la situazione. A me preoccupano più quelli che fanno finta di non vedere e di non sentire, come Conte e Bonafede. E il Csm cosa intende fare, oltre a dichiarare la solita solidarietà? E il presidente del Csm, cioè Mattarella, l’avete sentito esprimersi in merito?”.

Di Pietro, infine, menziona la sua esperienza di magistrato di Mani Pulite: “Informazioni ai giornalisti? Loro si appostavano davanti al mio ufficio alle 7 del mattino, ma io arrivavo prima, alle 4 e mezzo. I ministri? Non venivano a chiedere informazioni, ma a domandarmi: ‘Adesso tocca a me?’”.