Le neomamme lavoratrici potranno lavorare fino al nono mese. Aumenta il bonus per gli asili nido di 500 euro all’anno e si allunga a cinque giorni il congedo di paternità obbligatorio. Sono questi i cambiamenti sul fronte della maternità che sono stati inseriti nella manovra finanziaria in discussione in questi giorni nella commissione Bilancio di Montecitorio e che andrà in Aula nelle prossime ore. Due richieste di modifica sono state presentate dalla Lega e uno, quello che riguarda i papà, dall’ex ministra Pd Maria Elena Boschi. Si è detto soddisfatto anche il vicepremier M5s Luigi Di Maio: “Potremo migliorare la qualità della vita degli italiani e specie delle parte più debole con questo pacchetto welfare”, ha detto al forum dell’Ansa. “Riusciremo a finanziare le misure perché potrebbero servire meno soldi di quelli stanziati quando abbiamo scritto la manovra. La trattativa la porterà avanti il premier, ma nella legge di bilancio tutte le misure sono in un pacchetto che si porterà a casa. Si può trattare con l’Europa, ma senza tradire le promesse agli italiani. Le platee delle misure non cambieranno”.

Il primo emendamento del Carroccio approvato riguarda appunto il congedo per le neomamme lavoratrici. Chi vorrà (con via libera del medico) potrà rimanere al lavoro fino al nono mese, portandosi ‘in dote’ l’intero periodo di astensione di 5 mesi a dopo il parto. Il nuovo sistema viene proposto come ‘alternativa’ all’attuale, che impone invece l’obbligo di astensione (di uno o due mesi) prima della nascita del bambino. Un secondo emendamento della Lega aumenta inoltre da 1.000 a 1.500 euro l’anno il bonus per l’iscrizione agli asili nido pubblici o privati. La misura nata con la legge di bilancio 2017 viene estesa con l’incremento fino al 2021. A partire dal 2022 sarà invece un Dpcm a determinare l’importo, comunque non inferiore a 1.000 euro su base annua.

Ieri inoltre è stato anche approvato un emendamento che prevede l’aumento del congedo di paternità obbligatorio che passa da 4 a 5 giorni. E’ stata prorogata anche la possibilità di astenersi dal lavoro un ulteriore giorno in sostituzione della madre. La legge di Bilancio 2017 aveva esteso anche per il 2018 la sperimentazione a quattro giorni e nelle scorse settimane erano state fatte petizioni per chiedere che fosse confermata la misura. A rivendicarne l’intervento è stata l’ex ministra e ora deputata Pd Maria Elena Boschi: “Approvato il mio emendamento”, ha scritto su Twitter. “E’ solo un piccolo passo ma almeno nella giusta direzione”.