“I miei figli non c’entrano nulla con tutto questo, ho nascosto i miei errori per non perdere la loro stima. Chiedo scusa per quello che ho commesso sia alla mia famiglia sia agli operai”. A parlare è il papà di Luigi Di Maio, Antonio, in un video su Facebook nel quale racconta la sua verità a proposito delle vicende relative alla sua azienda.

La pagina Facebook, “@antoniodimaiopomigliano”, è stata aperta oggi e, al momento della pubblicazione di questo video, è seguita da 57 persone. Nel video compare uno dei sottopancia utilizzata dal M5s, con banda gialla, con il nome del padre del vicepresidente del Consiglio e capo politico del MoVimento.

“Io ho certamente commesso degli errori – spiega nel video il padre del vicepremier -, delle leggerezze di cui mi prendo tutte le responsabilità e, come ho già detto, sono pronto a rispondere dei miei errori, ma dovete lasciar stare la mia famiglia”. E, continua: “Essere un piccolo imprenditore non è facile soprattutto quando le commesse non vengono pagate, c’è crisi, e a volte si ha paura di non andare avanti. Ho sbagliato a prendere lavoratori in nero, per carità, ma l’ho fatto perché in quel momento non trovavo altra soluzione a una situazione difficile“.

“Come scritto da mia cugina, non potendo attaccare l’onestà, la trasparenza e il coraggio di Luigi, ecco che sono partiti gli attacchi spropositati verso la sua famiglia, pur di screditarlo e togliergli la voglia di andare avanti. Cosa che, se conosco mio figlio, non succederà – ha detto ancora Di Maio senior nel video di scuse -. Luigi a volte ha dato una mano in azienda, come fanno tanti figli con i padri, e ci sono tanti documenti che lo provano: lui li ha già pubblicati. Io sono molto orgoglioso dei miei figli e sono orgoglioso di Luigi. Non voglio certamente discolparmi se ho fatto degli errori – dice ancora Antonio Di Maio – e voglio da padre a figlio dire a Luigi che mi dispiace per tutto quel che sta passando. Da padre posso solo incoraggiarlo ad andare avanti, non perché è mio figlio, ma perché credo che sta facendo il bene di questo paese contro tutto e contro tutti”.

Nella videolettera letta dal padre del vicepremier non manca qualche nota polemica: “Quando nei giorni scorsi la polizia municipale è venuta a Mariglianella per controllare il capanno sul terreno di proprietà mio e di mia sorella, l’area è stata sorvolata da un drone, come nei giorni scorsi la nostra casa. C’erano giornalisti e telecamere ovunque. Forse non spetta a me giudicare, ma mi sembra un trattamento che si riserva a un pericoloso criminale e mi spiace per i miei vicini e per tutto il paese. Ammetto che nel cortile avevo lasciato qualche mattone e dei sacchi con del materiale edile e altre cose. Anche in questo caso, se ho sbagliato me ne assumo la responsabilità. Ma essendo la mia proprietà privata, non pensavo che questo potesse essere addirittura un reato ambientale”.