Perché per l’usato il diesel rimane la prima scelta degli italiani?

Si fa presto a dire che il diesel è morto, ma quando poi si ha bisogno di cambiare auto e si hanno esigenze ben precise c’è poco da fare e la scelta è ancora quasi obbligata. Metano e Gpl sono ancora di nicchia anche se abbiamo appena visto che alcune case ci puntano parecchio. Gli italiani stanno sicuramente iniziando a cambiare abitudini se devono comprare una macchina nuova ma l’usato, al contrario, continua a registrare domanda positiva per il diesel. I dati dell’ultima ricerca del centro studi di AutoScout24 parlano chiaro: nel mese di novembre il diesel rappresenta il 61% delle richieste totali e nei prossimi 12 mesi il 44% di chi deve acquistare un’auto si sta orientando sempre su una vettura a gasolio. Solo il 28% su una a benzina.

Nord vs Sud

L’Italia è spaccata anche su questo. Al Nord il 38% intende acquistare un’auto a gasolio, contro il 34% a benzina. Il divario aumenta se ci si sposta al Centro (42% diesel vs 25% benzina) sino al Sud Italia e nelle isole (59% diesel vs 15% benzina). Inoltre, l’analisi ha confrontato il trend in tre città metropolitane, scoprendo che le vetture a benzina sono nettamente preferite a Milano (28% diesel vs 46% benzina) e Torino (29% vs 43%), mentre a Roma le due motorizzazioni si equivalgono (33% vs 32%).

Uomini vs donne

L’intenzione di acquisto varia notevolmente anche in base alla dimensione della città in cui si vive: nei centri al di sotto di 50mila abitanti, infatti, il diesel primeggia con il 48% dei consensi, ma nelle città superiori a 250mila abitanti la situazione si inverte e la prima scelta diventa un veicolo a benzina (per il 38%), mentre la quota del diesel cala al 30%. Nella decisione anche le differenze di genere contano, con gli uomini che risultano più fedeli al gasolio rispetto alle donne.

Diesel… a volte ritornano

Queste informazioni non mi sorprendono affatto. Ci si è affrettati a dare per morto un carburante che in realtà è ancora la soluzione migliore per tanti automobilisti, perché è inutile che ci nascondiamo dietro un dito: l’ibrido, l’elettrico e il benzina non vanno bene per chi percorre tanti chilometri all’anno. E non parliamo poi dei problemi legati all’autonomia, all’infrastruttura, allo smaltimento delle batterie, ai costi delle auto ancora troppo alti. Il diesel ha subito una campagna di demonizzazione perché inquina troppo, ma ormai istituzioni illustri si sono espresse in modo contrario e si prodigano a spiegare che il ciclo di vita di un’auto elettrica è anche più inquinante di un motore diesel.

Il diesel mi ricorda Benjamin Malaussène, personaggio di Daniel Pennac, che di lavoro faceva il “capro espiatorio”. In ogni romanzo era innocente ma era sempre il primo sospettato, per qualunque cosa. E se al diesel capitasse proprio come a Malaussène? Nel 1999 Pennac scrisse l’ultimo romanzo della saga, ma tutti noi lettori rimanemmo con un senso di abbandono. Ed ecco che 18 anni dopo, l’anno scorso, Pennac ha pubblicato un nuovo volume. A volte ritornano.