Sono dieci i senatori del Movimento 5 stelle che non hanno partecipato al voto sul decreto Genova. Di questi, cinque hanno rivendicato la loro contrarietà sul provvedimento a causa del condono Ischia previsto dall’articolo 25. Gli altri cinque si sono giustificati dicendo che erano assenti per motivi di salute oppure non hanno dato motivazioni specifiche. Oltre ai già noti dissidenti Gregorio De Falco e Paola Nugnes, i senatori Lello Ciampolillo e Saverio De Bonis si sono esposti in serata: “Mentre in Senato si votava il condono di Ischia e lo sversamento di fanghi velenosi nel suolo agricolo, noi abbiamo preferito andare al Fatebenefratelli a donare il sangue. Chi ha promosso questi provvedimenti, violando i valori fondanti e i principi etici del M5s, dovrebbe almeno chiedere scusa”. Per il capogruppo M5s Stefano Patuanelli però, votare contro si tratta di una decisione “grave” visto l’argomento del decreto: “Ci sono delle regole di gruppo che vanno rispettate e come capogruppo, chiedo di rispettarle”, ha detto. “Però è ovvio che un voto mancato a questo provvedimento così come un voto mancato alla fiducia, ha una potenza diversa ché un provvedimento con meno impatto sui cittadini. Per noi la gravità sta nel fatto che si è messo a repentaglio un decreto che dà risposte ai cittadini”. Al Senato i 5 stelle hanno cinque casi di senatori su cui è stata avviata l’istruttoria dei probiviri dopo che hanno deciso di non votare il decreto Sicurezza: Gregorio De Falco, Paola Nugnes, Elena Fattori, Matteo Mantero e Virginia La Mura. 

Dei cinque già segnalati ai probiviri, che ora hanno attivato l’articolo 11 del codice etico M5s, tre hanno di nuovo scelto di non votare il decreto del governo. Gregorio De Falco e Paola Nugnes innanzitutto: i due hanno detto pubblicamente di non voler votare per il provvedimento a causa del condono Ischia e sono stati entrambi decisivi la notte in cui il governo è andato ko in commissione (De Falco ha votato con l’opposizione, mentre Nugnes si è astenuta). Infine c’è Elena Fattori, la stessa che nelle scorse ore ha detto che nel Movimento c’è “clima di terrorismo psicologico”: oggi non era presente in Aula, ma ha fatto sapere che era malata e che se ci fosse stata non avrebbe sostenuto il provvedimento.

Tra chi non ha votato ci sono poi Alfonso Ciampolillo e Saverio De Bonis. I due senatori nei giorni scorsi avevano manifestato le loro critiche sul condono di Ischia: “In Commissione svelato l’inganno”, avevano detto, “il governo si oppone all’emendamento 25.201 (già 25.25 testo 2) sul silenzio rifiuto. Decorsi sei mesi, quindi, tutte le pratiche si potranno intendere accettate. Il decreto Ischia in realtà sarà un gigantesco condono edilizio. Un condono ‘ad insulam’“.

In congedo risultavano poi Vittoria Bogo Deledda, Michele Giarrusso, Mario Turco e Luigi Di Marzio. Di Bogo Deledda non si hanno informazioni sul motivo dell’assenza, mentre Giarrusso ha detto di essere malato. Turco, interpellato dall’Adnkronos ha detto che non era presente per “motivi di salute”: “Un dolore lancinante alla schiena mi ha impedito di essere presente in Aula”, ha detto il senatore di Taranto, uno di quelli che più si è impegnato nei mesi scorsi sulla questione Ilva. “Altrimenti avrei votato a favore del decreto. Fino a quando ho potuto ho votato. Il dolore non mi ha permesso di completare la seduta”. Risulta in congedo anche Di Marzio: “Mi trovo costretto”, ha detto, “a spiegare che per fatti personali oggi non ero presente in Aula. Risulto, infatti, in congedo: se fossi stato presente avrei votato convintamente il decreto emergenze. Mi auguro, con questo chiarimento, di non essere più costretto a leggere falsità”. Non si hanno invece informazioni su Cinzia Leone, parlamentare eletta in Sicilia.

Non hanno partecipato alla votazione neppure 8 senatori della Lega, compresi Matteo Salvini e Giulia Bongiorno ed altri esponenti dell’esecutivo. In generale hanno votato a favore i senatori di FdI, si sono astenuti i senatori di Forza Italia mentre hanno votato contro il provvedimento quelli del Pd, i senatori del Misto e due delle Autonomie: Pier Ferdinando Casini e Gianclaudio Bressa.

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