La polizia si è presentata alle 7 del mattino al centro Baobab a Roma con i blindati e le ruspe. Nel campo che si trova vicino alla stazione Tiburtina, vivevano 201 migranti: di questi, dicono i responsabili del centro, 135 sono stati portati in questura per l’identificazione e solo 66 sono già stati ricollocati dal Comune. Secondo invece il Campidoglio, una soluzione è stata trovata nei giorni scorsi per 75 persone e gli altri casi saranno esaminati prossimamente. A lanciare l’allarme però è il coordinatore di Baobab Experience Andrea Costa: “Dopo l’intervento di questa mattina un centinaio di persone rimarrà per strada”, ha dichiarato. “È il 22esimo sgombero di questo campo, ma temo che questa volta sia la chiusura definitiva“. Il primo a commentare è stato il ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Dalle parole ai fatti”, ha scritto su Twitter. “Zone franche, senza Stato e legalità, non sono più tollerate. L’avevamo promesso, lo stiamo facendo. E non è finita qui”. La scorsa settimana i responsabili dei Servizi Sociali del Comune avevano incontrato i vertici del presidio per iniziare la “mappatura” dei migranti in transito, ospiti della tendopoli. Quello era stato interpretato come un segnale dello sgombero imminente.

L’annuncio è stato dato tramite i social dagli attivisti di Baobab Experience, con l’appello a raggiungere il presidio: “Le questioni sociali, a Roma, si risolvono così: polizia e ruspa. Il Campidoglio a 5 stelle non è diverso né dai precedenti,né dalla Lega. Una vergogna infinita per questa città”, hanno scritto in rete in mattinata. Al presidio convocato davanti all’area sgomberata ha aderito anche la Fiom-Cgil “per dire no all’ennesimo attacco a una realtà che fa accoglienza, tutela e solidarietà in un clima pesantissimo di caccia alle persone e di negazione dei diritti di quante e quanti scappano da fame, miseria e guerre“. Le persone ospiti del Baobab, ha detto il sindacato, “devono tutte essere ricollocate, così come quelle rimaste senza casa dopo il tragico incendio di via Prenestina, non è accettabile infatti che la soluzione possa essere sgomberare il presidio e lasciare le persone per strada senza assistenza alcuna”.

Per i residenti del Comitato cittadini stazione Tiburtina invece, questo deve essere solo il primo passo. “Quali residenti che da anni subiscono, accogliamo con enorme favore lo sgombero di Baobab da parte della Questura”. E hanno continuato: “Non è il primo sgombero che viene fatto e confidiamo che questa sia la volta buona per fermare definitivamente questa associazione criminale che devasta con le proprie occupazioni interi quartieri”. Il “timore da residenti”, hanno concluso, “è che anche questa volta l’unico effetto dello sgombero sia lo spostamento dell’accampamento ad altro angolo della Stazione. La cosa non ci stupirebbe più di tanto vista la capacità di adattamento di Baobab e le ingenti risorse economiche che pubbliche amministrazioni quali la Regione Lazio mette a disposizione per le loro attività”.

Contro il ministro dell’Interno invece le forze di sinistra. “Nessuno deve vivere a Roma in queste condizioni, a tutti devono essere garantiti i diritti umani quindi le istituzioni facciano il loro dovere”, ha detto il segretario Pd Roma Andrea Casu e il presidente Sibi Mani. “Questi problemi non si risolvono certo con gli sgomberi e basta fare i forti con i più deboli. Ci aspettiamo a breve anche lo sgombero di CasaPound”. Anche la deputata di Leu Laura Boldrini ha rilanciato la polemica per il mancato sgombero del palazzo occupato da Casapound a Roma: “Forte coi deboli e sottomesso a Casapound. Salvini manda i blindati per sgomberare il Baobab mentre i fascisti del terzo millennio occupano abusivamente e a spese nostre un palazzo nel centro di Roma”, ha scritto su Twitter. Contro l’intervento del Viminale anche la presidente del gruppo Misto al Senato Loredana De Petris: “Lo sgombero, con gran dispiego di mezzi scenografici è la cinica e feroce risposta del ministro Salvini alle divisioni che lacerano la maggioranza, all’incapacità di mantenere le promesse fatte in campagna elettorale e al primo calo di popolarità nei sondaggi. La campagna xenofoba e razzista contro i migranti non serve certo ad aumentare la sicurezza ma solo a indicare un capro espiatorio e a cercare popolarità colpendo, come al solito, i più deboli e inermi. Lo sgombero con le ruspe a Roma rivela nella maniera più brutale il senso del decreto sicurezza”.