“Sarebbe un errore pensare di determinare i nostri equilibri economici e sociali, come se questi rispondessero soltanto a un orizzonte interno”. E ancora: “Non c’è calcolo di breve periodo che possa giustificare il rischio di comprimere un potenziale di sviluppo per l’intera comunità”. Sono due dei passaggi salienti dell’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante l’incontro al Quirinale i cavalieri del lavoro. Chiaro nelle parole del capo dello Stato il riferimento alla odierna situazione economica politica dell’Italia, specie per quanto riguarda i rapporti con il resto dell’Europa e con le generazioni future. Il pensiero del successore di Napolitano, inoltre, sono arrivate quasi in contemporanea con le previsioni autunnali della Commissione Ue, che ha rivisto al ribasso le stime contenute nella manovra del governo M5s-Lega.

“Abbiamo assolutamente bisogno di ispirare fiducia” – “L’economia italiana presenta buoni fondamentali, a cominciare da quelle risorse di cittadini e imprese rappresentate dal risparmio delle famiglie e dall’avanzo della bilancia commerciale” ha detto Sergio Mattarella, che parlando in prima persona plurale ha sottolineato come “siamo in grado di fronteggiare le difficoltà che abbiamo davanti. Possiamo crescere, e raggiungere migliori livelli di giustizia sociale. La più diffusa consapevolezza del bene comune – ha aggiunto – aumenta la fiducia e la sicurezza nella società. Abbiamo assolutamente bisogno di ispirare fiducia. Le imprese lo sanno”.

“Bene comune al centro della nostra azione” – Nel prosieguo del suo intervento, Mattarella ha parlato di giovani e delle prospettive che la politica deve offrire: “Il messaggio che vorrei trarre è che dobbiamo essere capaci di mettere il bene comune al centro della nostra azione – ha detto il capo dello Stato – Esiste il proficuo confronto tra idee diverse, c’è il contrasto di interessi, ma nessuno deve perdere di vista l’interesse comune, né, tanto meno, il domani di chi verrà dopo di noi. Di questi giovani che esprimono così grandi valori e risorse. Non c’è calcolo di breve periodo – ha aggiunto – che possa giustificare il rischio di comprimere un potenziale di sviluppo per l’intera comunità“.

“Errore determinare i nostri equilibri economici e sociali su orizzonti interni” – Passando a questioni squisitamente economiche, il presidente della Repubblica ha evidenziato che “sarebbe un errore pensare di determinare i nostri equilibri economici e sociali, come se questi rispondessero soltanto a un orizzonte interno”. A sentire Mattarella “viviamo in un mondo in cui si moltiplicano le interdipendenze. Abbiamo bisogno di un’Europa che dia priorità a uno sviluppo equilibrato ed è necessario privilegiare interventi che favoriscano investimenti pubblici e privati”. Ancora. “Vanno garantiti equilibri che rafforzino le nostre imprese e tutelino il risparmio degli italiani, riducano le aree di povertà, consentano di ammodernare le infrastrutture – ha sottolineato – Parliamo di equilibri dinamici, che vanno continuamente verificati guardando ciò che accade fuori da noi, nella Ue, che resta vitale per il nostro futuro, nei mercati interdipendenti che sono esposti a brusche variazioni in conseguenza di vari fattori di instabilità“.

“Il lavoro elemento basilare dell’unità nazionale” – Successivamente Sergio Mattarella è ritornato a battere su un tema a lui particolarmente caro: l’importanza del lavoro. “L’unità nazionale non è soltanto un dato territoriale. L’unità si fonda sulla coesione della società, ed è minacciata dagli squilibri, dalle diseguaglianze, dalle marginalità, dalla mancata integrazione – è il suo pensiero – Per questo il lavoro, come indica la nostra Costituzione, è elemento basilare dell’unità. Il lavoro per tutti: obiettivo a cui le politiche pubbliche devono tendere costantemente, cercando di rimuovere gli ostacoli che ne impediscono il pieno raggiungimento”. “Lo sviluppo sostenibile del Paese – ha aggiunto – è strettamente connesso alla sua unità. L’Italia diverrà più forte se riuscirà a ridurre i divari esistenti tra Nord e Sud, tra città e aree interne, tra territori dotati di infrastrutture moderne ed efficienti e zone strutturalmente più svantaggiate“. “Siamo alle prese con un rallentamento della congiuntura, che riflette incertezze internazionali e comporta rischi per il nostro sistema economico e produttivo – ha concluso – È necessario prestare un’elevata attenzione a quanto accade e alle dinamiche che ne possono scaturire“.