Nominato il 7 maggio 2018 dal governo Gentiloni, sconfessato dai revisori dei conti dell’ente da lui presieduto 16 giorni dopo. È il 23 maggio scorso quando il collegio interno dell’Agenzia spaziale italiana si riunisce per discutere sui particolari della riconferma di Roberto Battiston alla guida dell’ente. L’incarico era stato deciso dal ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli dopo due mesi dalle elezioni che avevano sancito la vittoria di Movimento 5 Stelle e Lega: per tutti una nomina assolutamente irrituale, nonché uno sgarro istituzionale nei confronti del nascente governo gialloverde. Nel verbale dei revisori dei conti dell’Asi, però, la politica non compare: ciò che viene sottolineato è l’incongruenza formale di quella scelta. Che oggi, alla luce della cacciata di Battiston, non poteva essere neanche fatta.

Al Miur è bastato applicare la Legge Frattini che consente di far saltare le poltrone assegnate nei sei mesi precedenti la fine di un governo per riaprire la partita della guida Asi, ma a leggere il documento contabile la situazione era chiara sin da subito. “Alcune considerazioni circa la procedura di nomina” hanno scritto i revisori per spiegare qualcosa che di burocratese ha assai poco e che adesso è alla base della decisione del ministro Bussetti. Due le irregolarità segnalate nell’atto ufficiale che ilfattoquotidiano.it ha potuto visionare. Innanzitutto, il decreto del ministro dell’Istruzione del 7 maggio 2018 con il quale è stato nominato Battiston “non è stato sottoposto, ancorché indicato, alla registrazione degli organi di controllo”. Un passaggio che, invece, era obbligatorio per legge. Non solo. La legge n. 7 dell’11 gennaio 2018 prevedeva un unico provvedimento di nomina del consiglio d’amministrazione dell’Asi, “che recepisce le designazioni dei consiglieri da parte delle amministrazioni competenti compresa quella del presidente”: nel caso della nomina di Battiston da parte del ministro Valeria Fedeli, tutto ciò non non è avvenuto.

Sempre nel verbale del 23 maggio 2018, inoltre, i revisori esprimono un parere assai negativo anche sulla nomina del direttore generale dell’Asi Anna Sirica, voluta dallo stesso Battiston il 16 maggio, cioè una settimana prima: quella nomina (da 197mila euro annui) non “appare in linea con i principi di pubblicità e trasparenza correlati al buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione”. Una nomina “avvenuta in base a una proposta del presidente, secondo quanto comunicato dallo stesso, scaturita da una rosa di possibili opzioni“. In questo caso i revisori hanno anche sottolineato la diversità con quanto avvenuto tre anni prima, quando in occasione della “nomina del Direttore Generale (sempre Anna Sirica, ndr) avvenuta con deliberazione n. 42 del 28 aprile 2015, l’Asi aveva provveduto attraverso una specifica selezione pubblica“. Nel 2015 con concorso, nel 2018 per scelta di Battiston: per i revisori una difformità da non poter tacere.

A quanto si legge nel verbale n. 28 del 13 luglio 2018 (in cui si parla anche della situazione economica non florida dell’Agenzia), inoltre, il collegio “prende atto” che il Mef, e in particolare il Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, con una nota del 5 luglio 2018, ha trasmesso al Miur “il verbale del Collegio dei Revisori n. 20 del 23 maggio 2018 laddove si evidenziano alcune considerazioni circa la procedura di nomina del presidente dell’Agenzia restando in attesa di conoscere le valutazioni di competenza dell’amministrazione vigilante“. Il Miur ha deciso oggi. Ma l’esito era chiaro sin dai primi di maggio.

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