Cinquecento persone si sono ritrovate in piazza questa mattina a Torino per manifestare il loro sostegno alla Tav e dire basta all’amministrazione Appendino. In piazza Castello, sotto la Prefettura, richiamati dal tam tam lanciato sui social dopo il voto di lunedì in consiglio comunale contro la Torino-Lione, c’erano tanti comuni cittadini, tra cui anche volontari di Torino 2006, rappresentanti del mondo produttivo e politico ed esponenti di diversi partiti, dal Pd a Fratelli d’Italia. Fra tricolore, bandiere europee e cartelli “Si Tav” e “Torino dice basta”, c’erano anche alcune bandiere olimpiche. I manifestanti hanno scandito slogan contro l’attuale amministrazione comunale: “Vogliamo Torino senza Appendino“, e “a casa, a casa”, fra i cori. Quella di oggi, contro i no dell’amministrazione pentastellata, è soltanto la prima di una serie di manifestazioni: un’altra mobilitazione è annunciata infatti per sabato prossimo con il motto “Sì, Torino va avanti”.

“È straordinario che ci sia questa reazione della città. È la città che si muove. Non si può dire no allo sviluppo”, ha commentato Giorgio Marsiaj, presidente di Amma, l’associazione che rappresenta 600 aziende del settore meccanico e meccatronico, che in attesa della manifestazione di sabato prossimo ha voluto essere presente. “Torino deve giocare tutte le carte. Non si può dire no Tav ma si alla metro o alle buche riparate ci vuole tutto. Torino dice basta qualcuno dovrà pur sentire e rispondere”, ha aggiunto confermando per lunedì l’incontro tra le associazioni produttive, a cui è stato invitato anche il sindacato, per mettere a punto iniziative che diano seguito a quella di lunedì scorso in Sala Rossa.

In piazza anche il capogruppo del Pd Stefano Lo Russo con il segretario metropolitano Mimmo Carretta. “La manifestazione di oggi è trasversale e dimostra che c’è una città che non è più disponibile a sopportare in silenzio”, ha detto Lo Russo mentre Carretta ha commentato: “Torino non può essere merce di scambio, svenduta per Tap e Terzo Valico“. In piazza anche la deputata torinese di FdI, Augusta Montaruli che ha sottolineato: “Appendino ancora una volta non ascolta i cittadini, la Tav è un’opera prioritaria non lo dice un partito, lo chiede la città”.