Per la prima volta i nuovi vertici di Fca incontrano i sindacati per discutere del piano degli investimenti previsti dal gruppo negli stabilimenti italiani. Ma l’incontro, secondo la Fiom-Cgil, parte con il piede sbagliato. Perché l’azienda ha convocato tutte le sigle il 29 novembre, tranne i metalmeccanici guidati da Francesca Re David che andranno al Lingotto solo il giorno seguente.

“La decisione dell’azienda di tenere due incontri separati sul futuro industriale e occupazionale di Fca – commenta Michele De Palma, segretario nazionale Fiom e responsabile del settore auto – è inaccettabile. È per senso del dovere nei confronti dei lavoratori che non lasciamo mai i tavoli”. Secondo il rappresentante della Cgil, “è responsabilità dell’azienda e delle altre organizzazioni sindacali procedere in questo modo”, anche perché “in questi anni la Fiom ha sancito accordi negli stabilimenti per far fronte alla mancata saturazione degli impianti”.

Non si sa ancora se ci sarà l’amministratore delegato Mike Manley o tutto sarà affidato al responsabile delle attività europee Pietro Gorlier e al capo delle relazioni sindacali Pietro De Biasi. Certamente si tratta di un appuntamento di rilievo perché si potranno conoscere le missioni produttive degli stabilimenti italiani e i tempi previsti per gli investimenti. Un tassello fondamentale che mancava al piano presentato lo scorso 1 giugno dall’ex ad Sergio Marchionne, scomparso il 25 luglio.

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