Il tribunale di Roma ha riconosciuto per la prima volta l’associazione di stampo mafioso per tre appartenenti al clan degli Spada, attivo nella zona di Ostia. In particolare il gup Claudio Cappiello, accogliendo le richieste del pm Mario Palazzi, ha condannato a 10 anni e 8 mesi Massimiliano Spada e Massimo Massimiani detto Lelli e a 9 anni di carcere Claudio Galatioto. I tre erano stati arrestati nel gennaio scorso nella maxi operazione che portò a 32 arresti.

Una condanna giunta al termine di un processo svolto con il rito abbreviato. Secondo l’impianto accusatorio Massimiliano Spada, avrebbe partecipato all’associazione di stampo mafioso operando nel settore della gestione armi e della droga. Per quanto riguarda Massimiani, che in passato aveva fatto parte del clan rivale dei Baficchio, operava nell’attività illegali legate alle sostanze stupefacenti mentre a Galatioto era stato affidato dal clan la gestione delle sale giochi. Il maxi processo nei confronti degli altri 27 imputati è attualmente in corso davanti alla III corte d’Assise. Lo scorso 25 gennaio scattarono gli arresti con contestazioni, a vario titolo, per omicidio, estorsione, usura, traffico di stupefacenti. Per la prima volta l’accusa nei confronti della famiglia, che da decenni domina il litorale romano, entrava in un’ordinanza che la riguarda l’articolo 416 bis, “per aver promosso diretto e organizzato sul litorale laziale e segnatamente in Ostia un’associazione di tipo mafioso”.

Capi e affiliati sono ritenuti“responsabili, tra l’altro, di aver costituito, promosso e fatto parte di “un’associazione a delinquere di tipo mafioso sul territorio laziale” e in particolare ad Ostia “che ha provocato un profondo degrado sul territorio, consentendo il dilagare di reati gravissimi e lesivi di beni primari”, scriveva il gip nell’ordinanza. Tra i destinatari delle misure cautelari c’era anche Roberto Spada – il responsabile della testata contro il giornalista della trasmissione di Rai 2 Nemo, Daniele Piervincenzi. Spada è ritenuto dagli inquirenti “reggente del clan con potere decisionale” ed è attualmente detenuto nel carcere di Tolmezzo (Udine). Arrestato anche il fratello Carmine Spada, detto “Romoletto”, considerato il capo del clan. “Complimenti a Tribunale e forze dell’ordine – scrive su Twitter la sindaca di Roma Virginia Raggi – per la condanna per mafia agli esponenti del clan Spada. Non abbassiamo lo sguardo. Fuori la mafia da Roma“.

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