Parlerà con l’Italia della Legge di Bilancio come fa con tutti i Paesi dell’Unione europea, ma un paletto è ineludibile: il rispetto delle regole europee. Da cui non si può prescindere, pena le reazioni “virulente” degli altri membri dell’Unione. A poche ore dall’arrivo a Bruxelles della manovra italiana, il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker ha anticipato le sue mosse in un incontro con la stampa audiovisiva italiana. Parole che non si prestano a interpretazioni alternative: “Se accettassimo il derapage” previsto dalla manovra rispetto alle regole europee “alcuni Paesi ci coprirebbero di ingiurie e invettive con l’accusa di essere troppo flessibili con l’Italia” ha detto Juncker. A cui ha risposto, via social, il vicepremier Luigi Di Maio, che dopo aver difeso i contenuti della Legge di Bilancio ha attaccato: “Juncker dica chi davvero prende decisioni in Ue. E continui pure a rivoltarsi, gli rimane tempo ancora fino a maggio“. Sulla stessa falsariga il collega di governo Matteo Salvini: “La manovra è passata, Juncker se ne faccia una ragione e beva un caffè“.

Juncker: “Molte preoccupazioni da finanza pubblica italiana , ma no pregiudizi”
Il numero uno della Commissione ha anche ripetuto che la dinamica della finanza pubblica italiana “mi dà molte preoccupazioni“, ma “non abbiamo pregiudizi: ne discuteremo con l’Italia come facciamo con tutti gli altri Paesi”. Successivamente Juncker ha annunciato che nel pomeriggio avrà un colloquio telefonico con il premier Giuseppe Conte. “Non abbiamo ancora messo in questione il bilancio dell’Italia – ha aggiunto – Abbiamo lanciato degli avvertimenti, forse prematuri. Se accettassimo tutto quello che il governo italiano propone – ha specificato ancora – avremmo delle controreazioni virulente in altri Paesi della zona euro“. Entrando nel merito della Legge di Bilancio italiana, Juncker ha detto di non avere “commenti da fare sulle misure contenute” nella manovra, ma di guardare “ai risultati in termini di bilancio e saldo“. Il punto, a sentire il presidente della Commissione Ue, è quello di “rispettare gli impegni presi. Quello dei contenuti è un affare italiano” e “se dicessimo che siamo contro” questa o quella misura “ci attaccherebbero. Giudicheremo senza entrare nei contenuti”.

Per quanto riguarda il vertice Ue di domani, invece, secondo Juncker “non bisogna mettere l’Italia sul banco degli imputati“: “Non mi pare una buona idea – ha spiegato il presidente – C’è tutta una procedura da seguire prima” di porre eventualmente la questione italiana al Consiglio europeo. “Non cominciamo dalla fine” ha concluso il numero uno della Commissione Ue. Che poi non ha voluto neanche prendere in considerazione l’ipotesi di un’uscita dell’Italia dall’Ue: “L’Europa ha bisogno dell’Italia e l’Italia dell’Europa, che non sarebbe più la stessa senza il nostro Paese” ha detto Juncker, il quale subito dopo ha risposto con un secco “no” a chi gli ha chiesto se pensa che l’Europa riuscirebbe a sopravvivere all’uscita dell’Italia.

Juncker: “Di Maio e Salvini pericolo per l’Europa? Eccessivo”
Juncker, infine, ha ricordato come recenti sondaggi abbiano indicato che la maggioranza degli italiani sia favorevole all’appartenenza dell’Italia all’Eurozona. Il presidente ha poi bollato come “un’idiozia” l’affermazione (peraltro ricorrente) del suo essere contro l’Italia: “È una menzogna, ho presieduto la conferenza intergovernativa nel 1991 che ci ha condotti verso il trattato di Maastricht e verso l’Unione economica e monetaria – ha detto – ho fatto di tutto, quando c’erano delle resistenze molto forti in certi Stati membri, ad avere l’Italia come membro della zona euro fin dall’inizio. Ero ministro delle Finanze allora – ha sottolineato – Ho ricevuto i primi ministri e i ministri delle Finanze di almeno otto Paesi europei che non volevano l’Italia. E io ho sempre detto che non volevo l’euro, se l’Italia non era sulla linea di partenza”. Nelle esternazioni di Juncker, tuttavia, non sono mancate risposte alle accuse rivolte alla Commissione: “In Italia l’Europa è minacciata dagli slogan di coloro che cercano dei colpevoli e che non amano quelli che propongono delle soluzioni – ha detto – Io e la Commissione abbiamo il compito di proporre delle soluzioni, che non amiamo, avendo in mente l’insieme dell’Ue, i 27, e soprattutto i 19 della zona euro“. A chi gli chiedeva se Di Maio e Salvini fossero un pericolo per l’Europa, Juncker ha risposto minimizzando: “Dire che sono un pericolo per l’Europa mi pare essere un modo eccessivo di descrivere le cose, anche se uno di loro due dice che io sono un pericolo per l’Europa e che sto distruggendo l’Europa. Tutto quello che è eccessivo in queste affermazioni è insignificante”.

Di Maio: “Juncker continui pure a rivoltarsi, gli rimane tempo ancora fino a maggio”
Non si è fatta attendere la risposta del vicepremier Luigi Di Maio, che sulla sua pagina Facebook ha attaccato duramente il presidente della Commissione Ue. “Tutto quello che è contenuto nella Manovra è necessario per gli italiani ed è esattamente il contrario di quello che hanno fatto gli altri governi che hanno pensato solo ai privilegi di pochi, soliti, noti” ha scritto il capo politico del Movimento 5 Stelle su Instagram e Facebook prima di accusare direttamente il presidente: “Juncker oggi dice che l’Eurozona si rivolterà contro tutto questo per mantenere lo status quo che ha causato solo povertà e disoccupazione crescente – ha scritto – A nome di chi parla? Dei vari ministri, del presidente dell’Eurogruppo, del suo partito che l’altro ieri ha fatto il minimo storico alle elezioni in Lussemburgo? Juncker faccia nomi e cognomi di chi davvero prende le decisioni all’interno dell’Unione Europea – è l’accusa di Di Maio – Non ci si può attaccare a vincoli ad personam, decidendo in modo scientifico di attaccare un Paese sovrano solo perché quel governo non è simpatico a lui e all’élite di cui fa parte. Noi andiamo avanti con le misure chieste dal popolo – ha concluso – Juncker continui pure a rivoltarsi, gli rimane tempo ancora fino a maggio“.

Salvini: “Juncker se ne faccia una ragione e si beva un caffè”
Oltre a Di Maio, anche l’altro vicepremier Matteo Salvini ha voluto dire la sua per rispondere alla presa di posizione del presidente della Commissione Ue: “Juncker? La manovra italiana è passata. Se ne faccia una ragione e si beva un caffè” ha detto il ministro dell’Interno. “Gli sbandamenti – ha aggiunto – sono arrivati in questi anni dall’Europa che ha portato precarietà e insicurezza in un intero continente”. E ancora: “Un’Italia che cresce è interesse di tutti, tranne forse che di Juncker, e di pochi altri che ci vorrebbero Paese di conquista, campo profughi o nazione deindustrializzata, Si rassegnino. Gli italiani hanno tirato su la a testa, ognuno decide a casa sua”.