Promessa mantenuta. A partire dalle ore 8 di giovedì 18 ottobre saranno avviate le attività di accesso agli immobili di via Porro e via Fillak“. Lo annunciano in un comunicato congiunto il governatore della Liguria Giovanni Toti e il sindaco di Genova Marco Bucci. Nel pomeriggio di lunedì, infatti, è arrivato il via libera della Commissione tecnica, che ha analizzato i dati ottenuti dal sistema di monitoraggio a sensori della pila 10 del troncone di levante: a 65 giorni dal crollo del ponte, le famiglie sfollate dalla zona rossa potranno rientrare nelle proprie abitazioni per recuperare i propri beni.

Ogni nucleo familiare avrà a disposizione due ore e 50 scatoloni per traslochi: dovranno muoversi sotto la direzione e il controllo dei Vigili del fuoco. “Le piattaforme meccaniche serviranno a portare via velocemente cose un pochino più grandi, ma non a smontare la cucina. È impensabile che si possano portare via i mobili di casa“, precisa l’assessore regionale alla Protezione civile Giacomo Giampedrone. In caso di emergenza, è stato predisposto un piano di evacuazione da realizzare in appena 4 minuti. Il tutto, comunque, subordinato alla stabilità del meteo: il rientro sarà annullato se le condizioni non dovessero essere ottimali.

Nel frattempo il sindaco Bucci, commissario alla ricostruzione, ha ricevuto il progetto messo a punto da Autostrade per la costruzione del nuovo viadotto: si compone di quaranta elaborati tecnici e strutturali, accompagnati da una relazione generale che prevede l’opzione più breve, di soli 9 mesi. Domani riprenderanno gli interrogatori in Procura, mentre la Guardia di finanza sta continuando con gli accertamenti per accettare eventuali responsabilità. Si tratta di una cinquantina di persone che a vario titolo si occuparono del viadotto nel periodo compreso tra il 1992 e il 1995: tra loro potrebbe esserci gli allora vertici di Anas. Nel 1992, infatti, venne eseguito il lavoro di manutenzione sulla pila 11, rinforzando gli stralli di quella parte del viadotto. A quell’epoca la vigilanza sul ponte era competenza di Anas, a cui, dal 2013, subentrò la Direzione generale del ministero delle Infrastrutture.

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