Chiedere scusa alla sorella e alla famiglia di Stefano Cucchi? E perché dovrei farlo? Non devo assolutamente chiedere scusa“. Così, ai microfoni de La Zanzara (Radio24), risponde l’ex senatore di centrodestra Carlo Giovanardi, che difende la sua posizione sul caso Cucchi, anche dopo le clamorose rivelazioni di oggi. “Di cosa devo chiedere scusa?” – continua – “Continuo a dire quello che ho sempre detto dall’inizio: mi rimetto alle autorità giudiziarie e ai processi, che si fanno nei tribunali, e quando i processi si concludono con una determinata sentenza, l’accetto pienamente. Cucchi fu picchiato 16 volte dagli spacciatori, tutte le perizie dicono che la prima causa della sua morte era la droga“. E aggiunge: “Ilaria Cucchi? E’ stata eccezionalmente brava, se pensate che è riuscita a convincere il Consiglio comunale di Roma a intitolare una strada a suo fratello. Prima dei 10 anni della morte di una persona, si intitolano le strade solo ai benemeriti della nazione. Ho qualche dubbio che Stefano Cucchi sia un benemerito della nazione”. Poi chiosa: “Agli agenti di polizia penitenziaria che hanno avuto 5 anni di processo hanno rovinato la vita, gli hanno tagliato lo stipendio e hanno messo le loro foto sui media. Sono stati assolti, ma hanno avuto un calvario. Per una cosa in cui non c’entravano nulla, gli è stata rovinata la vita. Prima di condannare i carabinieri facciamo finire i processi, poi eventualmente paghino

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