Ci sono altri due carabinieri indagati nell’ambito degli accertamenti sui presunti atti falsificati seguiti alla morte di Stefano Cucchi. Oltre a Francesco Di Sano, militare della stazione di Tor Sapienza, è finito sotto inchiesta anche il luogotenente Massimiliano Colombo, comandante della stessa caserma. Quest’ultimo, indagato per falso ideologico, sarà interrogato la prossima settimana dai magistrati della procura di Roma.

Nei giorni scorsi è stato sottoposto ad una perquisizione mirata ad individuare eventuali comunicazioni dell’epoca tra lui e i suoi superiori sul caso del geometra romano arrestato il 15 ottobre 2009 e che, dopo il presunto pestaggio, venne portato proprio a Tor Sapienza. Il nuovo filone di indagine è stato avviato dopo l’audizione di Di Sano nel processo a carico dei cinque carabinieri, tre dei quali imputati per omicidio preterintenzionale, che giovedì ha conosciuto una svolta grazie alle ammissioni di Francesco Tedesco.

Rispondendo alle domande del pm Giovanni Musarò, il 17 aprile scorso Di Sano ammise di avere modificato l’annotazione di salute di Cucchi: “Mi chiesero di farlo – racconto davanti alla prima Corte d’assise – perché la prima era troppo dettagliata. Non ricordo per certo chi è stato. Certo il nostro primo rapporto è con il comandante della stazione, ma posso dire che si è trattato di un ordine gerarchico”.

E alla luce della denuncia e degli interrogati di Tedesco potrebbero essere svolti nuovi accertamenti e attività di indagine perché il carabiniere nel verbale punta il dito su una serie di minacce, omissioni e atti falsificati sui quali la procura attiverà verifiche. Non è escluso che nelle prossime settimane i magistrati possano ascoltare altri militari coinvolti nella vicenda. Sotto la lente degli inquirenti ci sono anche gli interlocutori del comandante della stazione Appia, il maresciallo Roberto Mandolini, imputato per falso e calunnia.

In particolare l’interlocutore di una telefonata che avvenne alla presenza di Tedesco, secondo la sua testimonianza. “Il maresciallo Mandolini in tale occasione chiese al suo interlocutore di modificare le annotazioni redatte dai militari in servizio presso il comando in stazione di Tor sapienza nella notte del 16 ottobre 2009 – si legge nel verbale – Annotazioni che in effetti furono modificate: erano state richieste dalla catena gerarchica nell’ambito di un’indagine interna successiva al decesso Cucchi”. Da individuare anche chi fu convocato e da chi dopo questa telefonata. “Nei giorni successivi diversi militari furono chiamati a rapporto da un alto ufficiale dell’Arma (non ricordo chi mi disse che era una generale) – prosegue Tedesco nel verbale – nell’ambito di un’indagine interna, io non fui convocato”.