A 55 lavoratori della Tua (società regionale abruzzese dei trasporti) non è stato rinnovato il contratto e il suo presidente ha dato la colpa al Decreto Dignità. Fa discutere la defenestrazione di massa di un blocco di carrozzieri, meccanici e manovratori assunti a somministrazione 16 mesi fa. Il loro contratto è scaduto il 30 settembre e l’azienda non li ha confermati, nonostante quei ruoli e interi e delicati reparti (come gli spazi di manovra nelle stazioni ferroviarie) restino adesso sguarniti, in attesa di un concorso pubblico annunciato a inizio estate.

La società ha interrotto il rapporto di lavoro perché in base alla riforma Di Maio questi 55 dipendenti, se confermati, “avrebbero potuto rivendicare un contratto a tempo indeterminato”. Afferma infatti Tullio Tonelli, presidente della Tua: “Qualche mese fa abbiamo bandito un concorso pubblico per l’assunzione a tempo indeterminato del medesimo numero di lavoratori non prorogati. Il loro esonero è avvenuto dopo il parere di AssTra, l’associazione nazionale delle imprese di trasporto pubblico: secondo loro, l’applicazione del recente ‘Decreto Dignità’ potrebbe creare problemi all’iter programmato per le predette assunzioni. Ass.Tra ha chiesto allo stesso Di Maio di chiarire gli aspetti controversi: se i dubbi saranno fugati i lavoratori potranno tornare in servizio”.

Al momento non esiste, però, nessuna chance di allungamento o di stabilizzazione per i 55: se vorranno, potranno partecipare, ma come candidati semplici, al concorso “che è stato bandito in modo anomalo, e a noi che abbiamo servito l’azienda per 16 mesi non sarà conferito alcun punteggio di merito. Solo la prospettiva di una selezione dura” dichiara il comitato degli interinali “esautorati”. Intanto il deputato del Pd Camillo D’Alessandro preannuncia di voler trascinare il caso in Parlamento, con un’interrogazione urgente: “L’obiettivo è di far rispondere sul caso il governo in carne e ossa, come lo sono i precari non rinnovati di Tua. Affidare le legittime speranze di lavoro degli interinali a un esponente dei 5Stelle, è come affidare il sangue a Dracula. I contratti non rinnovati sono dovuti all’applicazione di un Decreto vergognoso, quello denominato Dignità, voluto da Di Maio e dai 5Stelle, che sta producendo in tutt’Italia ciò che ha colpito Tua: il mancato rinnovo dei contratti laddove si verifichino i 24 mesi già maturati, o consumati quattro rinnovi”.

Tutta colpa del Decreto Dignità, allora? Non la pensa così Marco Carra, noto avvocato del lavoro, fino a pochi mesi fa consigliere regionale della Lombardia proprio nelle fila del Partito democratico. “Il Decreto Dignità ha certamente modificato il regime dei contratti a termine e della somministrazione di lavoro a temine. Sottolineo però come, nel caso in questione, assuma una particolare rilevanza il sistema transitorio previsto dalla legge di conversione del decreto n. 36/2018 – spiega Carra a ilfattoquotidiano.it -. La legge n. 36 prevede che i rinnovi o le proroghe stipulati dopo il 12 agosto (la data della sua entrata in vigore) ed entro il 31 ottobre non siano soggetti alle nuove regole. Pertanto i contratti avrebbero potuto essere prorogati, salvo per il superamento dei limiti quantitativi del 30%”. Quel che è certo, conclude il giuslavorista, “è che questa norma ha generato confusione negli operatori. Ma per valutarla meglio bisognerà attendere la fine del periodo transitorio”.

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