Ormai è chiaro: ridurre il consumo di plastica è di vitale importanza per la tutela dell’ambiente. A tale scopo la Commissione Ue a fine maggio ha proposto un piano con limiti stringenti per aziende e istituzioni. Ma è necessario di pari passo far crescere la consapevolezza fra i cittadini: per questo è stata indetta la Giornata ‘Plastic free challenge‘.

“Il 4 ottobre il ministero dell’Ambiente ha dato il buon esempio liberandosi dalla plastica”, ha dichiarato il ministro Sergio Costa. Sul tema abbiamo dialogato con i cittadini in strada. “Il problema è molto grave, ma a livello individuale non possiamo fare molto”, dicono gli scettici. “Ai consumatori dev’essere fornita un’alternativa, per esempio nuovi prodotti a costi accettabili in materiali biodegradabili”, aggiunge qualcuno. Ma molti altri dichiarano di aver già modificato le proprie abitudini. “Spetta a ciascuno di noi contribuire al cambiamento, per esempio noi in famiglia con semplici accorgimenti abbiamo ridotto di due terzi l’uso della plastica”, afferma un giovane padre. “Serve impegno, ma fare a meno dei prodotti in plastica monouso e di molti imballaggi alimentari è possibile”, spiega un altro degli intervistati. E voi che ne dite?

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Tmb Salario Roma, cittadini: “Bruciano narici e occhi, viviamo con le finestre chiuse”. E monta la rabbia contro la Raggi

prev
Articolo Successivo

Geotermia, in Toscana comitati e Comuni rallentano il Pd: “Stop ai lavori per le nuove centrali, prima regole precise”

next