Il Comune di Milano ha organizzato una proiezione gratuita e pubblica del film “Sulla mia pelle”, la pellicola firmata Netflix e Lucky Red che racconta l’ultima settimana di vita di Stefano Cucchi, morto da detenuto nel reparto di medicina protetta dell’ospedale Sandro Pertini di Roma il 22 ottobre 2009. L’evento è in programma per giovedì 4 ottobre alle ore 20 all’Anteo Palazzo del Cinema. La visione collettiva è stata organizzata dal Festival dei Diritti Umani in collaborazione con Radio Popolare e appunto il Comune di Milano. Il 3 ottobre scorso inoltre, il consigliere Pd Alessandro Giungi ha presentato un ordine del giorno (sostenuto dalla maggioranza di centrosinistra e dal Movimento 5 stelle) per chiedere che sia messa una targa in ricordo del ragazzo. Sulle circostanze che hanno portato alla morte di Stefano Cucchi è in corso un processo davanti alla Prima Corte d’Assise di Roma che vede imputati cinque carabinieri: Alessio Di Bernardo, Raffaele D’Alessandro, Francesco Tedesco. L’accusa, tra le altre cose, è di omicidio preterintenzionale. Prescritto invece l’abuso di autorità, mentre la Cassazione ha rigettato il ricorso per l’assoluzione dei carabinieri.

Alla proiezione del film saranno presenti anche l’avvocato della famiglia Cucchi Fabio Anselmo e Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano che dopo 45 udienze, perizie, maxi perizie, 120 testimoni e decine di consulenti tecnici chiede ancora “verità” sulla vicenda del fratello. La proiezione sarà preceduta da un dibattito, moderato dalla giornalista Barbara Sorrentini e dal direttore del Festival, Danilo De Biaso, a cui prenderanno parte anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala, l’assessore alle politiche sociali, salute e diritti, Pierfrancesco Majorino, la presidente della Sottocommissione consiliare carceri, Anita Pirovano e il Garante delle persone private della libertà Alessandra Naldi.

 

Un film che Majorino, nella nota di presentazione dell’evento, ha definito “necessario” perché “parla di una pagina terribile e oscura del nostro paese”. “Organizzare e partecipare a una visione collettiva ci sembrava utile per confrontarci su un tema difficile come quello delle garanzie che ogni individuo dovrebbe avere davanti a uomini e donne dello Stato”, ha dichiarato l’assessore. “Stefano Cucchi è morto da detenuto – ha concluso il direttore del Festival, De Biasio – come troppo spesso avviene in altre nazioni. La sua famiglia e la società civile si sono mobilitati perché non accada più. Il Festival dei Diritti Umani spera che questo impegno diventi una battaglia di civiltà universale“.

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