È terminata la fuga anche per il presunto quinto componente della banda che domenica scorsa ha rapinato la villa dei coniugi Martelli a Santa Maria Lombardo, alle porte di Lanciano (Chieti). Il fuggitivo, un rumeno di 26 anni, si nascondeva nelle campagne alla periferia della cittadina abruzzese quando è stato bloccato dai carabinieri: portato in caserma, è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria. Tre membri della banda erano stati arrestati poco dopo la violenta rapina, incastrati dalla testimonianza di un’altra delle loro vittime, che aveva subito un’aggressione mesi fa.

Il quarto, invece, è stato rintracciato lo scorso giovedì, mentre cercava di vendere a Casal di Principe degli orologi rubati nella villa. Cercava di entrare in contatto con alcuni circuiti di ricettatori, nella speranza di piazzare l’orologio e ottenere del denaro per proseguire la fuga. Una mossa che ha però permesso agli investigatori di rintracciarlo nella zona di Caserta, dove poi è stato arrestato. Ad incastrare gli altri tre, invece, è stata la testimonianza del commerciante  Massimiliano Delle Vigne che mesi fa aveva subito una rapina che ricordava per le modalità quella dei coniugi Martelli. I fuggitivi poi sono stati rintracciati grazie al segnale gps delle auto dei coniugi Martelli con cui i tre sono scappati dalla villa: la Yaris di Niva Bazzan, utilizzata per recarsi a prelevare, e poi la Fiat Sedici di Carlo Martelli, usata per la fuga e poi ritrovata a Serre di Lanciano.

Martelli, 69 anni, chirurgo cardiovascolare in pensione – fondatore dell’associazione Anffas – e la moglie Niva Bazzan sono stati rapinati, segregati e feriti alle 4 la notte del 23 settembre. Gli aggressori, incappucciati, dopo essere entrati in casa, hanno legato i coniugi e li hanno picchiati facendosi consegnare bancomat e carte di credito. I rapinatori hanno messo a soqquadro anche la stanza del figlio della coppia, disabile, ma non hanno toccato il ragazzo. Attorno alle sei del mattino gli ostaggi sono riusciti a liberarsi e a dare l’allarme nella villa adiacente del fratello del medico. Una volta che i quattro sono poi fuggiti, il medico è riuscito a liberarsi dalle fascette di plastica con cui era stato legato, e a liberare anche la moglie.

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