Luigi Gaetti, ex senatore del Movimento Cinque Stelle e attuale sottosegretario al Ministero dell’Interno con delega all’Antimafia, ha devoluto l’intero assegno di fine mandato (quasi 40mila euro, 39.795,26 per la precisione) a sostegno di una ricerca, coordinata da Nando Dalla Chiesa, sull’espansione della mafia al nord. L’ex parlamentare, che non si è ricandidato ed è stato vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia dal 2013 al 2017, l’anno scorso aveva già finanziato di tasca propria una ricerca sulla presenza mafiosa in provincia di Mantova, la sua città. Proprio i risultati di questo primo studio lo hanno spinto a finanziarne un altro, direttamente collegato e che partirà nel 2019. A occuparsene l’Osservatorio sulla criminalità organizzata – Cross dell’Università degli Studi di Milano.

“I risultati della ricerca presentata nel febbraio di quest’anno – spiega Gaetti a ilfattoquotidiano.it – ci hanno fornito indicatori quantitativi di una presenza ‘ndranghetista sul territorio mantovano sempre più radicata e infiltrata a più livelli. Uno di questi indicatori riguarda il movimento in entrata e in uscita delle iscrizioni di imprese alla Camera di Commercio di Mantova. In 15 anni, dal 2002 al 2017, ha chiuso il 21,6% delle ditte autoctone mantovane, con titolari mantovani. Contestualmente, nello stesso lasso di tempo, nella provincia le imprese con titolari calabresi sono aumentate del 9,5%. Meglio chiarire che non tutti gli imprenditori calabresi sono ‘ndranghetisti e nelle prime dieci pagine del rapporto viene spiegato chiaramente questo concetto”.

Dalla Chiesa: “Imprese calabresi si sostituiscono, progressivamente, a quelle locali”

Il dato emerso in provincia di Mantova è comunque importante e, come spiega Gaetti “inatteso per le proporzioni assunte”. Un fenomeno che Nando Dalla Chiesa, direttore dell’Osservatorio, definisce “effetto sostituzione. Un fenomeno noto – spiega a ilfattoquotidiano.it – in questo caso di studio visibile statisticamente: imprese calabresi si sostituiscono, progressivamente, a quelle locali. In provincia di Mantova la presenza ‘ndranghetista non è marginale, ma si tratta di una vera e propria conquista di settori come quello dell’edilizia e del movimento terra“.

Insomma, un fenomeno che merita un approfondimento che verrà realizzato nella ricerca finanziata da Gaetti con l’assegno di fine mandato: “In particolare – spiega ancora il sottosegretario con delega all’Antimafia – questo studio riguarderà le province di Mantova, Cremona, Reggio Emilia e Modena, l’area del Po fortemente infiltrata dal clan Grande Aracri. L’obiettivo è quello di raccogliere dati sempre più precisi attraverso un’analisi qualitativa di fatturati, risorse e investimenti. Non solo indicatori quantitativi come quelli raccolti nella prima ricerca, peraltro limitata alla sola provincia di Mantova. Quando questo nuovo studio sarà terminato, fra circa un anno, avremo in mano materiale per effettuare analisi e comparazioni molto più raffinate fra province e territori”.

Con questo nuovo studio avremo materiale per fare analisi e confronti più raffinati fra province e territori

Sullo studio saranno impegnati due ricercatori che verranno selezionati attraverso un bando pubblico. “Non è certo usuale – dice Dalla Chiesa – che un esponente politico finanzi una ricerca universitaria sul fenomeno mafioso, ma è esemplificativo di una forma di partecipazione e di impegno contro la mafia”. “Di mafia – aggiunge Gaetti – si parla soprattutto quando ci sono ricorrenze e anniversari. Ed è gusto che sia così, perché la memoria è fondamentale. Ma è altrettanto importante analizzare il presente per affrontare il futuro. E farlo con dati ‘scientifici’ in mano dà più forza a ogni battaglia”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

‘Ndrangheta, smantellata la cosca Alvaro: fermato anche il sindaco di Delianuova

prev
Articolo Successivo

Cetraro, nessuno vuole gestire il mercato ittico liberato dai clan: deserti due bandi. Il Comune ci riprova: ‘Nessuna paura’

next