L’Anci ha deciso di abbandonare il tavolo della Conferenza unificata e interrompe le relazioni con il governo: la rottura, annunciata da giorni, è stata ancora una volta sui fondi per il bando periferie. Dopo le polemiche per lo stralcio dell’ultima tranche dei finanziamenti avvenuto nel decreto Milleproroghe infatti, si era raggiunto un primo accordo per fare in modo che i fondi fossero ripristinati con un intervento successivo. Oggi avrebbe dovuto esserci la prima discussione sul tema, ma arrivati all’incontro il presidente Antonio Decaro ha scoperto che l’ordine del giorno al punto 4 era stato stralciato. Quindi la rottura che si traduce nell’assenza dell’Associazione per ora dal tavolo dell’Unificata e della Stato-Città, stoppando così il complesso meccanismo delle intese tra enti locali, Regioni e Esecutivo. All’Anci ha risposto poco dopo il sottosegretario all’Economia Massimo Garavaglia che ha fatto sapere di comprendere bene “la volontà del Pd di risolvere il problema”, ma sostanzialmente a suo parere quello sollevato dai sindaci è in realtà “un falso problema”. Ha rincarato la dose la ministra per gli Affari regionali Erika Stefani secondo la quale “purtroppo ogni discussione è stata impossibile perché il presidente Decaro ha abbandonato il tavolo impedendo per altro la discussione sugli altri punti all’ordine del giorno della Conferenza Unificata”. Stizzite le prese di posizione dell’opposizione, su tutte quella di Matteo Renzi che ha affermato: “Voi non state togliendo i soldi del Pd, state togliendo i soldi ai vostri cittadini”.

Decaro, come riportato dall’agenzia Ansa, ai giornalisti presenti al Ministero ha spiegato che “i sindaci non si fanno prendere in giro, non sapevo che nel contratto di governo fosse stato deciso di strappare tutti i contratti fra istituzioni”. Quindi ha continuato: “Avevamo preso un impegno con il presidente del Consiglio per avviare un percorso per consentire la restituzione ai Comuni relativi ai fondi per le periferie, parliamo di un miliardo e seicento milioni il cui primo passaggio era previsto oggi in unificata, al fine di dare un’intesa per sanare la presunta incostituzionalità di ottocento milioni di euro previsti nell’articolo 1 comma 140 della precedente finanziaria”. Per sbloccare la situazione, ha sottolineato ancora Decaro, “avremmo dovuto incontrare il ministro dell’Economia ed introdurre in un prossimo decreto le risorse e la procedura per riallocare i finanziamenti ai comuni e per portare avanti tutti i progetti per le periferie. Sugli ottocento milioni di euro ora il governo dice di avere dei problemi di natura tecnica legato al provvedimento da portare alla conferenza unificata, ma quel provvedimento oggi non c’è ed il punto all’ordine del giorno è stato cancellato. Per queste ragioni ci vediamo costretti ad interrompere le relazioni fino al giorno in cui non riprenderà il percorso” per l’approvazione del bando per le periferie “con l’approvazione del punto che era previsto oggi in unificata”. Poi ha replicato a Garavaglia e Stefani: “Al viceministro dell’Economia che ipotizza interessi di parte e alla ministra che ci accusa di aver abbandonato il tavolo ricordo che l’Anci rappresenta tutti i sindaci, a prescindere dalla provenienza geografica o dall’estrazione politica, come dimostra anche la composizione della delegazione al momento della rottura delle relazioni, e che la nostra disponibilità, con l’unico scopo di risolvere il problema, è stata massima dal primo momento. Circostanza che è stata sotto gli occhi di tutti”.

Mercoledì, nel corso del direttivo Anci, Decaro aveva spiegato che “l’incontro con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sul bando periferie” aveva dato fino a quel momento “due esiti”. Da un lato, “un incontro con i tecnici del Mef per arrivare a una proposta che consenta di mantenere gli impegni delle convenzioni con le città” e dall’altro “l’esame in conferenza unificata del dpcm che sanerà l’eventuale incostituzionalità di una parte dei fondi”, cioè il punto 4 dell’ordine del giorno poi cancellato. “Se quell’impegno non si realizzasse – aveva anticipato – non avremmo certo timore a protestare, anche in modo eclatante”. Una mossa che il sindaco di Bari aveva già preannunciato lo scorso 11 settembre dopo l’incontro con Conte, se le promesse non avessero trovato seguito.

Critiche arrivano dal Pd e, in maniera trasversale, dai sindaci. “Noi – ha fatto sapere su Twitter il segretario del Pd, Maurizio Martina – stiamo con i sindaci e contro il governo che taglia i soldi alle periferie. Salvini e Di Maio sono irresponsabili e bloccano 96 progetti di riqualificazione nei quartieri popolari. Fermiamo insieme questa follia!”. Ironico Virginio Merola, primo cittadino di Bologna, che afferma: “Evidentemente martedì scorso a Roma non ho parlato con il vero Presidente del Consiglio”. Dello stesso tono un tweet di Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e responsabile Enti locali del Pd: “Promesse di @GiuseppeConteIT già tradite dopo una settimana, in Unificata. I sindaci non si prendono in giro. Bene @Antonio_Decaro che ha interrotto relazioni istituzionali”. ”

Dieci giorni fa Giuseppe Conte – fa sapere il sindaco di Firenze Dario Nardella – aveva promesso lo sblocco dei fondi per il Piano periferie. Né in Conferenza Unificata, né in Dl sicurezza c’è traccia di quell’impegno. Prendono in giro i sindaci italiani?”. Ha detto la sua anche il forzista Guido Germano Pettarin, a detta del quale “in tutti questi giorni, alle parole non sono seguiti i fatti. Non posso che esprimere la mia solidarietà all’Anci e al suo presidente, Antonio Decaro, che ha scelto di abbandonare il tavolo della Conferenza Unificata”.