Era in braccio alla madre, sul terrazzo della cucina dove la donna si era rifugiata per sfuggire alla furia del convivente, il piccolo Michele, di un anno, quando è stato accoltellato a morte dal padre durante una lite familiare. È successo venerdì sera, intorno alle 20, nell’abitazione della coppia in Mugello, a Sant’Agata, poco lontano da Scarperia, in provincia di Firenze. Il bambino è morto sul colpo a seguito delle ferite riportate, mentre l’uomo, Niccolò Patriarchi, con precedenti penali per truffe e frodi informatiche, è stato arrestato dai carabinieri in flagranza dei reati di omicidio e lesioni personali aggravate mentre si trovava in uno stato di choc.

L’allarme ai carabinieri lo ha dato la nonna del bimbo, che ha chiamato il 112 dicendo che era stato “ammazzato suo nipote” e che l’assassino era il padre del piccolo. Insieme al marito e al fratello della 30enne erano accorsi nella casa della coppia quando lei li aveva avvertiti della furia dell’uomo che durante la lite minacciava di uccidere lei e i due figli. Una minaccia quanto mai reale, tanto che la donna ha preso in braccio Michele e insieme alla bambina ha cercato riparo nel terrazzo.

L’uomo, afferrato un coltello da cucina, li ha raggiunti e ha iniziato a colpirli più volte, uccidendo il bimbo tra le braccia della mamma. Non è riuscito a colpire l’altra figlia, 7 anni, solo perché la donna rifugiatasi nel terrazzo di casa l’ha protetta con il suo corpo. Annalisa Landi e la figlia sono state ricoverate all’ospedale di Borgo San Lorenzo: la donna ha gravi ferite da taglio alla testa e agli arti superiori, mentre la bambina, che ha assistito all’accaduto, si trova ancora in stato di choc, ma entrambe non sono in pericolo di vita.

Il coltello usato dall’uomo per colpire il figlio e la donna è stato poi ritrovato nel giardino. Entrambi i genitori del bambino erano già conosciuti alle forze dell’ordine: l’uomo per truffa e frode informatica, la donna per truffa. Quali siano stati i motivi che hanno scatenato il raptus, e anche quelli della lite che lo ha preceduto e ha portato all’ennesima tragedia familiare, li ricostruiranno i carabinieri della compagnia di Borgo, con l’aiuto del reparto della sezione scientifica, coordinati dal pm di turno Fabio Di Vizio arrivato poco dopo nell’abitazione. Sgomento e incredulità, le prime reazioni nella piccola frazione di Sant’Agata dove la famiglia di Michele viveva in una casetta unifamiliare con un piccolo giardino davanti, fuori dal centro del paese.