L’appuntamento era nella sua casa di 200 metri quadri, ristrutturata ai tempi di Claudio Scajola al Viminale, nel centro di Roma. Tra le stanze e l’enorme terrazzo, si sono affollate più di 200 persone, truppe leghiste soprattutto. Presenti tutti i membri verdi del governo, tranne Giancarlo Giorgetti. E dopo gli invitati sono arrivate anche le leccornie, in primis la porchetta di Ariccia innaffiata con tanto alcol, racconta Il Messaggero.

Una festa con vista su Palazzo Grazioli per Matteo Salvini, che ha aperto le porte dell’appartamento del ministero dell’Interno agli uomini del Carroccio. E si è esibito, ricostruisce il quotidiano romano, anche in un’interpretazione in ciabatte e braghe corte di “Vita spericolata” di Vasco Rossi per poi virare su brani di Van der Sfroos e canti popolari lombardi. Alla consolle il deputato-dj pugliese, Rossano Sasso, che ritoccò una foto per eliminare la parola “Nord” dalla bandiera della Lega.

Nel mezzo della festa, c’è stato spazio anche per qualche battuta sulla politica. “Siamo in ristrettezze economiche – ha detto Salvini, secondo la ricostruzione del Messaggero, riferendosi alla sentenza sui fondi della Lega – Vi ho chiesto di portare cibi e bevande ma mi sa che avete esagerato. Non vorrei che ci sequestrassero pure le bottiglie”. Una telefonata al vicepremier Luigi Di Maio per tranquillizzare tutti sulla sintonia con i Cinque Stelle e una battuta ancora in tema giudiziario: “Stiamo attenti perché qui ci saranno più di mille cimici, magari del Kgb…”.

“Non hanno capito niente di come vanno le cose. Io sono in sintonia con la gente, sono uno del popolo, se ne accorgeranno alle Europee”, avrebbe poi aggiunto, sempre secondo il Messaggero. Per poi avvertire: “Bisogna rimanere umili. Io non credo ai sondaggi, la gente ci ha votato, è sempre con noi ma dobbiamo dare subito delle risposte. Ci massacreranno, dobbiamo lavorare a testa bassa”. Prima però chiusura tutti in coro sulle note di “Su di noi” di Pupo. Cantare, sognare, sperare così.

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