Si chiama The Environmental Insights Explorer (EIE) il nuovo servizio messo a punto da Google per stimare l’impatto ambientale (impronta di carbonio) di un’intera città.

Realizzato in collaborazione con il Global Covenant of Mayors for Climate & Energy, EIE è attualmente in versione “beta”, quindi in costante sviluppo, e si limita al momento a cinque città: Buenos Aires (Argentina), Melbourne City (Australia), Victoria (Canada), Mountain View e Pittsburgh (Stati Uniti).

Combinando i dati di Google Maps con altre informazioni, il nuovo strumento di Google può fare una stima dell’impronta di carbonio di tutti gli edifici, del traffico automobilistico privato, quello pubblico e di tutti gli altri mezzi di trasporto usati dai cittadini.

L’obiettivo del gigante del web è anzitutto informare, tanto i cittadini quanto le amministrazioni locali. Si dice che l’informazione è potere e secondo Google questi dati consentiranno alle autorità cittadine di muovere i primi passi per ridurre le emissioni di carbonio e lottare contro il cambiamento climatico.

Un obiettivo che oltre 9000 città hanno già sottoscritto, in linea con gli accordi sul clima di Parigi. Spesso però c’è distanza tra l’intenzione e l’azione: oltre un terzo di quelle città non ha ancora un quadro preciso delle proprie emissioni. Per ottenerlo c’è da mettere in moto processi che richiedono mesi o persino anni e costano molti soldi. Insomma, si tratta di azioni che le piccole realtà non possono permettersi a causa dei bilanci esigui.

Attingendo ai dati di Google Maps, lo strumento può dedurre se gli edifici sono case o imprese e quindi usare la dimensione stimata di ciascun edificio e i dati relativi alla rete energetica regionale per prevedere sia la quantità di energia usata dagli edifici che le emissioni legate al loro utilizzo. I dati di Google Maps servono anche per valutare il traffico cittadino e le varie modalità di spostamento della popolazione, al fine di capire quante sono le emissioni legate ai trasporti.

Gli amministratori locali possono interagire con il servizio, cambiandone i parametri, in modo da fare alcune previsioni. Ad esempio, possono stimare l’impatto ambientale dell’aumento del numero di abitazioni o dedurre il potenziale vantaggio legato all’aumento delle linee della metropolitana.

The Environmental Insights Explorer si avvale anche dei dati di Project Sunroof di Google, un servizio che usa l’intelligenza artificiale per analizzare le immagini satellitari e determinare quali tetti sono adatti a ospitare impianti fotovoltaici per la produzione di energia solare.

In questo momento Google sta lavorando con le città coinvolte per migliorare il design del servizio e assicurarsi della precisione dei dati. Il fine ultimo è ampliare il numero di città coperte, un obiettivo ambizioso ma non troppo complesso secondo Nicole Lombardo, a capo del team. “La bellezza è che siamo seduti su un enorme set di dati che è uguale per tutti“.

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