La Lega “deve restituire fino all’ultimo centesimo il maltolto: non c’entra niente il processo politico, ma quando mai? Se fossi un militante della Lega gli chiederei di restituirli perché sono soldi dei cittadini. Iniziassero i parlamentari trombati della Lega a restituire l’assegno di fine mandato come ho fatto io. Per me la Lega deve restituire, punto. Perché le sentenze si rispettano perché quei quattrini sono anche miei”. Lo dice Alessandro Di Battista (M5s) a Otto e mezzo, parlando dei 49 milioni di fondi della Lega. Quanto ai toni diversi usati su questa questione da lui e dal vicepresidente Luigi Di Maio, da una parte Di Battista assicura che “se dovessi tornare in prima linea, sarei legato indissolubilmente a Luigi perché la pensiamo allo stesso modo e insieme funzioniamo bene”, dall’altra “abbiamo un carattere diverso ma da lui e Bonafede ho sentito più di una volta dire che le sentenze si rispettano. Quindi restituiscano il maltolto”. Il ministro dell’Interno non pare granché preoccupato: “Di Battista? Fossi in Guatemala passerei il tempo in maniera più ludica” dice. E sul “maltolto da rendere” per il segretario della Lega “mi sa che è una roba interna ai 5 Stelle“. “Peccato che non sia in Parlamento – conclude Salvini – fosse in Parlamento e fosse ministro come Luigi Di Maio, con cui lavoro benissimo, probabilmente avrebbe tanto tempo per lavorare e meno tempo per parlare“.

Nel dialogo si inserisce anche il segretario del Pd Maurizio Martina: “A Di Battista bisogna dire che non si fa politica dall’America Latina solo a suon di interviste: non mi basta e sinceramente non mi interessa“. “A me – ha aggiunto Martina durante un’iniziativa alla Festa dell’Unità di Firenze – interessa la responsabilità di una maggioranza di governo, in particolare del M5s, che ha dei parlamentari in aula che devono essere coerentemente chiamati alla responsabilità anche di fronte a questo fatto. Non mi basta la telefonata di Di Maio a Salvini. Io chiedo a questa maggioranza di governo di essere chiara anche in questi passaggi”.

Di Battista: “Se la Lega torna indietro su Autostrade e ddl Anticorruzione si sputtana”
La critica Di di Battista alla Lega si concentra soprattutto sulle vicende che riguardano la Pubblica amministrazione. Come la nazionalizzazione di Autostrade, per esempio: “Se la Lega si tirasse indietro si sputtanerebbe. Mi auguro che non segua Giorgetti che rappresenta l’ala maroniana della Lega. E poi conflitto d’interessi e altri diritti sociali“. La Lega “si sputtana” anche se ferma la riforma anticorruzione del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, “mi auguro non lo faccia” ha detto Di Battista intervistato da Lilli Gruber. “Credo che Salvini abbia ricevuto una telefonata dal San Raffaele dopo l’approvazione in Consiglio dei ministri del ddl anticorruzione – ironizza Di Battista – Gli hanno chiesto di fermarla per far tornare la pressione di Berlusconi a livelli normali… Scherzi a parte, se ferma l’anticorruzione si sputtana”. D’altra parte nei sondaggi ormai la Lega viene data in sensibile vantaggio sul M5s che alle elezioni del 4 marzo si era rivelato di gran lunga la prima forza politica. “Penso che Salvini sia pompato dal sistema mediatico in maniera vergognosa. Specie Repubblica dice che è fascista però si comporta come l’istituto Luce con Mussolini, ma alla fine conteranno i fatti. Lo fanno perché il Movimento cinque stelle fa molta più paura”.

“Di Maio ha fatto il massimo su Ilva”
Quanto all’Ilva, “nella condizione data, Luigi (Di Maio, ndr) ha fatto il massimo, gli ho fatto i complimenti in privato. So che avrebbe voluto fermare la gara, ma non ha trovato modo, ha fatto il meglio possibile. Non aveva altra strada. Capisco la rabbia di molti tarantini, ma non c’era altro modo e ora serve un decreto salva-Taranto che non è mai stato fatto”. Di Battista non si sbilancia sulla durata del governo: “Non lo so, mi auguro che faccia cose buone e nei primi cento giorni si è fatto tanto. Con il Pd non si sarebbero cancellati i vitalizi e non si sarebbe approvato il decreto dignità. Io non devo difenderlo per forza ma lo sostengo perché penso che solo con questo governo si possano garantire certi diritti anche se non faccio parte della Lega e non amo particolarmente Salvini”.

“Fico? L’accoglienza non è la risposta”
Meno sintonia sembra esserci con il presidente della Camera Roberto Fico e sui suoi temi forti, come l’accoglienza dei migranti: “Non credo che l’accoglienza sia la risposta – dice l’ex parlamentare Cinquestelle – Non ci credo più, mi ha indignato la passerella di politici su quella nave che li hanno sfruttati a fini politici”. E in risposta a una domanda su Fico aggiunge: “L’accoglienza non è la risposta, l’unico modo è affrontarne le cause, per questo mi sporco le mani con i reportage o zappo la terra come volontario con progetti che aiutano la vita delle persone qui in Guatemala dove fuggono verso gli Usa. L’accoglienza oggi è assistenzialismoAfrica e Sud America hanno bisogno di sovranità e non di assistenzialismo”.

“Conte alla Sapienza? Cosa bella e normale”
Per altri versi, tra l’altro, “il razzismo dilaga in tutto il mondo e sarà così finchè i governi, soprattutto quelli di sinistra, continueranno a distruggere i diritti economici e sociali. E’ un capolavoro del sistema quando i popoli, anche gli italiani, se la prendono con chi sta peggio di loro. Ma occorre da parte dei governi ristabilire equità sociale“. Di Battista è comprensivo anche nei confronti del presidente del Consiglio Giuseppe Conte che per il momento non ha rinunciato al concorso per trasferirsi all’università La Sapienza. Anzi: “Mi sembra una cosa bella e normale” dice l’ex parlamentare. “Non so e non credo esista un conflitto d’interessi anche perché non hanno mai fatto una legge. Conte ha fatto domanda prima di diventare premier. Mi sembra risibile che tutti i giornaloni diano spazio a questa vicenda: mi pare una cosa ridicola. Una stronzata“.

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