Un giro internazionale di acquisto e rivendita, che coinvolge collezionisti di tutto il mondo attraverso Facebook e eBay. L’oggetto? Ossa umane. Tutto nasce il 28 agosto scorso, quando al centro smistamento milanese dell’azienda di corrieri Ups i raggi X individuano un teschio in un pacco diretto a San Francisco. Il giorno dopo, altri due crani in uno scatolone per l’estero.

Da qui i carabinieri della compagnia Monforte, coordinati dal sostituto procuratore Francesco Cajani, individuano in pochi giorni tre insospettabili: un ingegnere, un commercialista e un tecnico informatico, tutti intorno ai 40 anni, senza precedenti e che non si conoscono tra loro. Uno abita a Milano, gli altri due in Piemonte. Perquisendo le loro abitazioni, i militari trovano la bellezza di 9 teschi, due scheletri completi, diversi arti e bacini. I tre sono accusati di aver violato il regolamento di polizia mortuaria (d.p.R. 285 del 1990) che punisce con una sanzione amministrativa il commercio e la detenzione non autorizzata di resti umani.

Pare quindi che i collezionisti di ossa esistano davvero, oltre che nella fantasia di romanzieri e registi. Gli inquirenti, infatti, tendono a escludere l’esistenza di sette sataniche o organizzazioni simili dietro al giro di affari, propendendo per l’ipotesi di un semplice quanto macabro hobby. I reperti provengono tutti dalla Repubblica Ceca, per la precisione da un ossario di Praga, e sono stati affidati al laboratorio forense di Milano per le analisi. Le indagini, adesso, puntano a scoprire quanto sia estesa la rete dietro questo business, piuttosto redditizio: un teschio in buono stato, ad esempio, era acquistato a 100 euro e rivenduto in Svizzera o negli Stati Uniti a 600.

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