Di un possibile intervento delle Ferrovie dello Stato per rilevare Alitalia si parlava già a febbraio, prima delle elezioni. Ora il nuovo ad del gruppo pubblico Gianfranco Battisti, in un’intervista al Sole 24 Ore, annuncia che c’è “un interesse” a patto che prima la compagnia trovi “un partner aeronautico che consenta di sviluppare al meglio il lungo raggio”. E il governo benedice l’operazione, di fatto una rinazionalizzazione: “E’ una cosa interessante”, ha detto il sottosegretario al Mise Andrea Cioffi. “Sinergie tra un’Alitalia rinnovata e il gruppo Fs sarebbero importanti”.

“Il rilancio della compagnia aerea non può che passare attraverso un serio piano industriale, al quale stiamo lavorando, per una compagnia che continuo a chiamare di bandiera che agisca come operatore sul mercato in modo forte”, sottolinea Cioffi. “Presumo dunque che Fs valuterà con attenzione il piano industriale, dal quale, ripeto, parte il rilancio di Alitalia perché non si può pensare ad un’Alitalia che non sia ben piazzata sul mercato e produca utili“.

Battisti, scelto a luglio per sostituire Renato Mazzoncini, al Sole dice che “c’è sicuramente un interesse di Fs che corrisponde a un interesse del Paese a creare un polo intermodale completo e a favorire integrazioni e sinergie, evitare sovrapposizioni. Il modello dell’Alta velocità ha fatto molto male ad Alitalia ed è ora il caso di rivedere quali sinergie siano possibili”. Sull’ipotesi di un intervento con Cassa depositi e prestiti, Poste e altri soggetti pubblici, spiega che Fs è “un’azienda aperta e stiamo valutando il dossier. Certo la prima scelta strategica per Alitalia deve essere individuare un partner aeronautico che consenta di sviluppare al meglio il lungo raggio dove si fanno i margini maggiori. Per noi nel progetto deve esserci il collegamento degli aeroporti con la rete Av, l’eliminazione di sovrapposizioni sul piano industriale, un’integrazione anche commerciale con un biglietto unico che consenta di andare da Dubai a Bologna”.