Tra l’imprenditore napoletano Floro Flores e la nomina a commissario di Bagnoli si mette di traverso il presidente della Regione Vincenzo De Luca. Con una lettera indirizzata al governo e al ministro per il Sud Barbara Lezzi nella quale, tra le altre cose, sottolinea l’esistenza di un presunto conflitto di interessi per l’imprenditore che già gestisce lo zoo e l’Arena Flegrea. Eccezioni già sollevate da più parti e che avrebbero avuto come effetto il rinvio della nomina dell’imprenditore individuato dal Movimento 5 Stelle. Nomina proposta da un gruppo di parlamentari vicini al presidente della Camera Roberto Fico e già attesa durante la prima riunione del Consiglio dei ministri di lunedì, poi finita con una fumata nera. E mentre Di Maio ha spiegato che “sulla nomina del commissario non c’è nessun asse con il sindaco Luigi de Magistris”, fa riflettere la posizione espressa proprio dal movimento del primo cittadino. “La scelta del Governo di nominare un nuovo commissario per Bagnoli appare contraddittoria – ha scritto la segreteria di deMa – rispetto alle affermazioni fatte, in particolare dai 5 Stelle, contro la decisione del commissariamento di Bagnoli del Governo Renzi”.

LA LETTERA DI DE LUCA – Nella lettera inviata a Palazzo Chigi il presidente della Regione cita l’articolo 33 dello Sblocca Italia. “Prescrive che il commissario straordinario debba essere scelto tra persone, anche estranee alla pubblica amministrazione, di comprovata esperienza gestionale e amministrativa” scrive De Luca. E aggiunge: “Non risulta che l’ingegner Floro Flores abbia svolto in passato funzioni in qualche modo afferenti a compiti direttivi in organismi della pubblica amministrazione”. Poi si arriva al presunto conflitto di interesse: “I titolari di cariche di governo, nell’esercizio delle loro funzioni, si dedicano esclusivamente alla cura degli interessi pubblici e si astengono dal porre in essere atti e dal partecipare a deliberazioni collegiali in situazione di conflitto di interessi”. Secondo De Luca, Flores è “portatore di situazioni soggettive di evidente conflitto di interesse – quantomeno potenziale – rispetto alla cura degli interessi pubblici sottesi alla nomina”. Questo perché l’imprenditore gestisce “in regime concessorio alcuni importanti impianti pubblici in aree strettamente contigue a quella oggetto del commissariamento e destinati ad attività programmabili nel sito di Bagnoli e, pertanto, oggettivamente concorrenziali nell’ottica delle scelte programmatorie da assumere”. Il conflitto riguarderebbe, secondo il governatore della Campania, anche il posto nel cda di Cassa Depositi e Prestiti e il fatto che l’imprenditore sia azionista unico di Fintecna “in passato interessata in contenziosi relativi agli oneri da sostenersi per le bonifica dei suoli ricompresi nel comprensorio interessato”.

LE PAROLE DI DI MAIO – Sul presunto conflitto di interesse è intervenuto ieri anche il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, a margine di un incontro in Regione. “Floro Flores è nel Cda di Cassa depositi e prestiti? Ma in quel Cda è stato nominato da questo governo – ha detto il vicepremier – e rappresenta l’interesse di questo governo a risolvere il problema di Bagnoli. Da questo punto di vista è chiaro che se ci fosse il conflitto di interessi non sarebbe possibile la nomina”. Ma Di Maio ha anche chiarito un altro aspetto, che riguarda il ruolo nella nomina del sindaco di Napoli. “Sulla nomina del commissario – ha spiegato Di Maio – non c’è nessun asse con de Magistris. Il ministro Lezzi ha individuato una persona tra quelle che vogliono bene a Napoli. Questo il requisito principale che, insieme alla grande competenza di Floro Flores, ha portato alla scelta”.

DEMAGISTRIS E IL MOVIMENTO DEMA – Smentita, dunque, la nomina in accordo con il sindaco, sebbene a fine luglio De Magistris non abbia fatto mistero della sua posizione rispetto al nome indicato dal ministro Lezzi. “Con Floro Flores – ha spiegato il sindaco – abbiamo già sperimentato pratiche di lavoro comune nell’interesse della città e sappiamo che si tratta di un imprenditore competente, valoroso e con la passione per la città di Napoli”. Alla luce di queste parole, fa riflettere quanto scritto dal movimento presieduto proprio dal sindaco De Magistris che, ricorda la segreteria di deMa, “si è sempre schierato per restituire ai cittadini un’area devastata e inquinata, senza rinunciare alla difesa delle prerogative della città e del suo Consiglio comunale”. Il movimento assicura che continuerà a contrastare “la logica dei commissariamenti, che fanno danni e lasciano debiti. Noi siamo per una democrazia dal basso che consenta il controllo democratico delle scelte operate”. DeMa invita poi il Governo e la Regione ad accelerare sulle bonifiche e garantire gli impegni sottoscritti. “Bagnoli – concludono gli esponenti di deMa – non può attendere oltre, noi siamo impegnati e lavoriamo perché nel 2023, a quarant’anni dalla chiusura dell’ex Italsider,  sia portata a compimento la rigenerazione urbana di Bagnoli”.

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