Nel mio blog su Il Fatto Quotidiano ho già parlato dell’orgasmo vaginale, del punto G, dell’eiaculazione precoce e di come si può prolungare l’erezione senza farmaci. Tutte bufale scientifiche secondo i miei studi, ma oggi sembra che ce ne sia un’altra, perché è uscito un articolo del professor Emmanuele Jannini, andrologo dell’Università dell’Aquila (che per decenni ha divulgato e continua a parlare nei mass-media di punto G, orgasmo vaginale ed eiaculazione precoce), nella rivista PLoS One su come misurare l’intensità degli orgasmi delle donne, la “scoperta” del professore è l’orgasmometro femminile, un test anonimo che valuta la percezione soggettiva dell’intensità orgasmica, in pratica è una domanda alle donne, questa: come valuti l’intensità dei tuoi orgasmi negli ultimi sei mesi? In una scala che va da 0 a 10, dove 0 corrisponde all’assenza di percezione orgasmica e 10 alla massima intensità orgasmica percepita.

Forse chi sta leggendo si chiederà come me: ma cosa ha scoperto? Cosa c’è di scientifico in questo? A cosa serve? Per me Jannini non ha scoperto nulla, di scientifico non c’è niente e questo “orgasmometro”/domanda non si capisce a cosa potrebbe servire, perché è una percezione soggettiva che è molto variabile da donna a donna, variabile anche nel tempo (si devono ricordare degli orgasmi degli ultimi 6 mesi e fare una media?) e poi l’importante è avere sempre l’orgasmo, non l’intensità, visto anche che la maggioranza delle donne del mondo non lo ha mai provato (ma l’orgasmo vaginale non esiste, non sono patologiche).

Jannini conclude che: “Le donne con disfunzioni sessuali hanno una minore percezione dell’intensità dell’orgasmo” – e serviva un “orgasmometro” per capirlo? -, La masturbazione, una o più volte la settimana, aumenta l’intensità dell’orgasmo, oltre a una maggiore facilità nel raggiungere eccitazione e orgasmo” – e serviva un “orgasmometro” per capire l’importanza della masturbazione femminile?

Inoltre le donne che hanno risposto alla domanda, prima, per sapere se avevano disfunzioni sessuali, avevano compilato il questionario Fsfi (indice della funzione sessuale femminile) un questionario che però non indaga la funzione sessuale femminile, perché le domande sono sul rapporto pene-vagina/orgasmo vaginale, sulla lubrificazione vaginale, sul dolore nei rapporti vaginali, sulla soddisfazione sessuale (altro parametro soggettivo) e purtroppo è il più usato dai sessuologi, per questo moltissime donne risultano “malate”, ma non lo sono.

Anche per questo ritengo che l’articolo e l’orgasmometro di Jannini di scientifico non abbiano niente e che per le donne non abbiano nessuna utilità. Ma nella pubblicazione ci sono pure altri errori scientifici. Scrive Jannini:

1. “L’orgasmo femminile rappresenta una delle funzioni più complesse (…) ancora in parte poco chiaro”. Non è vero, non è un mistero, si sa tutto da decenni, come l’orgasmo maschile ed è sempre scatenato dagli organi erettili della vulva, ma non viene divulgato dai mass-media;

2. “L’orgasmo femminile è accompagnato da contrazioni pelviche”. No, sono contrazioni dei muscoli perineali, purtroppo quasi tutti i sessuologi/psicologi (e andrologi) non sanno la differenza tra regione pelvica e perineale;

3. “Interazioni tra clitoride esterno e interno”. Ma vulva=organi genitali esterni, quindi non esiste una clitoride interna;

4. “Vasta area coinvolta nella stimolazione sessuale, chiamata complesso clitoride-uretra-vagina (Cuv)”. Questo “complesso” non ha basi scientifiche, la clitoride non ha rapporti anatomici con la vagina (organo interno, per la riproduzione, che non ha nessun ruolo nell’orgasmo femminile), è un termine ora usato da chi ha divulgato l’inesistente punto G per quasi 40 anni per salvarsi la reputazione e purtroppo questi “esperti” della sessualità femminile ancora continuano a essere intervistati nei mass-media e in Tv;

5. “Per molte donne l’orgasmo è l’ultimo obiettivo del rapporto sessuale”. Jannini, prova a dirlo a un uomo. No, l’orgasmo deve essere sempre presente quando si fa l’amore, anche durante il rapporto vaginale con la stimolazione della clitoride con le dita (per questo la posizione migliore è con la donna sopra, anche la “prima volta”), inoltre l’assenza dell’orgasmo con il tempo può provocare nelle donne patologie agli organi genitali interni ed esterni.

Perché Jannini, che mi conosce (in congressi internazionali ho parlato/discusso anche con lui), non cita i miei articoli nella sua bibliografia? A chi interessa la sessualità/orgasmo femminile davvero dal punto di vista scientifico, veda il mio articolo free pdf (unico al mondo, con 21 figure e 1 video) in Clinical Anatomy.