In un post precedente ho spiegato che l’eiaculazione precoce non è una malattia e avevo concluso/promesso che poi avrei spiegato anche come imparare a controllare l’eiaculazione senza usare farmaci, cosa che farò oggi, perché in questi giorni le case farmaceutiche sono molto attive a pubblicizzare nei mass-media un altro farmaco (uno spray anestetico locale) per “curare” questa inesistente malattia. Il professor Vincenzo Mirone, urologo a Napoli, ha dichiarato in una intervista che “l’eiaculazione precoce è una malattia, ed è la più importante disfunzione sessuale maschile, che coinvolge 4 milioni di italiani. Nell’80% dei casi ha una base genetica. L’eiaculazione precoce ha un impatto sociale devastante. Il loro vero problema è non considerare questa come una malattia, ma come un disagio, e dunque il vero punto da agganciare è far capire al maschio che questa è una malattia vera, quindi fare un lavoro di tipo culturale”.

Il “vero problema” invece è l’assenza di una corretta educazione sessuale, anche nei mass-media: per liberare subito gli uomini dalle ansie, dovute all’ignoranza, tutti devono sapere che l’eiaculazione precoce non è una malattia (l’erezione e l’orgasmo ci sono), che la durata del rapporto vaginale non è importante quando si fa l’amore, che baci e carezze dopo l’eiaculazione possono sempre essere utilizzati per produrre orgasmi nelle donne, e che, se vogliono (non è obbligatorio un rapporto vaginale prolungato per molti minuti!) con alcuni semplici esercizi possono imparare a prolungare la durata dell’erezione.

In educazione sessuale si deve spiegare che l’autoerotismo è importante non solo per il piacere, ma anche per capire come funziona il pene (nelle donne gli organi erettili femminili) durante l’eccitazione sessuale. Accarezzando il pene con la mano si arriva ad un punto in cui non si può più fermare l’eiaculazione e questa diviene inevitabile, anche se fermiamo la mano si eiacula lo stesso, automaticamente: si può imparare a riconoscere in anticipo il punto di inevitabilità, in modo da ritardare l’eiaculazione, fermandosi prima e poi dopo un po’ ricominciare ad accarezzarsi. Questo esercizio (stop and start), che serve anche per fare durare di più i rapporti sessuali di coppia, si deve fare per diverse volte, e se si è molto vicini al punto in cui è impossibile fermarsi, occorrerà bloccarsi per più tempo, casomai comprimendo con le dita il glande a livello del frenulo o la base del corpo del pene, in modo da arrestare l’eiaculazione se stava per “partire”. E dopo un po’ ricominciare piano.

Una volta imparato a riconoscere in anticipo “il punto di inevitabilità” dell’eiaculazione, gli stessi “esercizi” si potranno fare anche durante i rapporti sessuali con la partner: durante il rapporto vaginale (meglio con la donna sopra, e sempre dopo baci e carezze in tutto il corpo ed eventuali orgasmi per la partner), una volta cominciato a muoversi, il ragazzo/uomo non deve pensare solo ad eiaculare, ma può interrompere i movimenti se capisce che “sta arrivando il momento” dopo di che non può più “fermarsi”, e fare uscire il pene dalla vagina (vi ricordo l’uso del preservativo per la prevenzione delle gravidanze indesiderate e delle malattie sessuali). Quindi può ricominciare ad accarezzare e baciare la partner e farla godere così, anche perché quando si fa l’amore si può/deve cambiare la modalità di stimolazione dei genitali (è importante capire che nel “fare l’amore” non esiste solo il pene e la vagina), e dopo un po’ rimettere il pene dentro la vagina e ricominciare i movimenti, si può anche stimolare contemporaneamente la clitoride.

Tutto questo vale anche per chi riesce a durare molto con il pene in vagina: un rapporto vaginale prolungato non significa automaticamente fare l’amore meglio e che l’uomo è più esperto o che le donne lo preferiscono, è importante sapere che in un rapporto vaginale (anche non prolungato), gli sfregamenti del pene sulle pareti vaginali possono dare anche fastidio o dolore alla partner (se succede la donna lo deve dire e interrompere subito il rapporto), specialmente dopo la menopausa o dopo una lunga astinenza, e alle prime volte se la ragazza è poco eccitata. Per approfondire vedi “La sessualità umana e l’educazione a fare l’amore”.

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