Fulvio Cinti, che è mancato qualche giorno fa a 96 anni, merita un posto speciale nella storia del design italiano. Dalla fine degli anni Settanta, dalla città di Torino, con la sua rivista Auto&Design ha affiancato e divulgato in tutto il mondo la cultura del car design italiano, dando parola ai progettisti, costruendo sistemi di comprensione della specificità della linea italiana.

Auto&Design ha sostenuto il ruolo del design dentro le aziende dell’automobile, in particolare il lavoro dei progettisti italiani; per molti decenni è stata l’unica rivista bilingue del settore nel mondo con un’autorevolezza e riconoscibilità indiscussa. Molto prima che si parlasse di globalizzazione, ha fatto percepire la dimensione internazionale del lavoro dei car designer e della ricerca sottesa alla produzione e utilizzo di un mezzo di trasporto come l’auto, che è stato di frequente speciale, molto spesso grazie a progettisti e aziende italiane.

Fulvio Cinti, che ricordava con orgoglio il suo lavoro di giornalista di cui ha portato la curiosità e lo stile nella rivista rendendola fresca e sempre aggiornata, conosceva ed era stimato da tutti in questo per lunghi anni piccolo mondo, dal “commilitone” Giovanni Agnelli a Giorgio Giugiaro e Giuliano Molineri, a Walter De Silva, emigrante di successo del car design italiano, in cui si muoveva con grande stile e signorilità.

Fulvio poi è stato per me un amico. Mi chiese molti anni fa di collaborare alla rivista, scrivendo non di auto ma di design, di arredamenti, di oggetti e altro. E subito mi disse – non era ed è sempre uso comune – che mi avrebbe pagato dignitosamente. Un giorno, assieme a Marco Fornasier, abbiamo progettato una rivista, certo controcorrente ai tempi delle firme e dei brand, che volevamo chiamare orgogliosamente Industrial design. Non siamo arrivati in fondo, ma è un ottimo orgoglioso ricordo che ci ha legati e di cui parlavamo spesso vedendoci; lui era così, anche avanti negli anni, un giovane ragazzo pieno di energie e passione per il proprio lavoro, le automobili, le persone.