Dopo l’inchiesta dell’Investigating Grand Jury della Pennsylvania che accusa 301 sacerdoti di aver abusato di oltre 1000 minori, è stata lanciata una petizione per chiedere a tutti i vescovi degli Stati Uniti di presentare le dimissioni a Papa Francesco. A firmarla sono 140 teologi, educatori e cattolici laici e recita: “Facciamo appello ai vescovi cattolici degli Stati Uniti affinché considerino, nella preghiera e nella sincerità, di sottoporre le loro dimissioni collettive come un atto pubblico di pentimento davanti a Dio e al Popolo di Dio” si legge in uno stralcio del testo pubblicato sul blog Daily Theology.

Il dossier che sta travolgendo la Chiesa americana è stato pubblicato questa settimana ed è composto da oltre 1300 pagine. Tutti gli abusi sono stati compiuti da membri del clero dagli anni ’40 in poi su oltre mille bambini in sei su otto diocesi dello Stato: Harrisburg, Allentown, Pittsburgh, Greensburg, Erie e Scranton. Degli oltre 300 sacerdoti coinvolti, 100 facevano parte della diocesi di Pittsburgh: sotto accusa l’attuale arcivescovo di Washington Donald W. Wuerl che a Pittsburgh fu vescovo per 18 anni dal 1988 al 2006.

La Santa Sede ha dichiarato di provare “dolore e vergogna”.”Gli abusi descritti nel rapporto sono penalmente e moralmente riprovevoli”, sono state le parole del direttore della sala stampa vaticana Greg Burke. “Atti che hanno tradito la fiducia e hanno rubato alle vittime la loro dignità e la loro fede. La Chiesa deve imparare dure lezioni dal passato e che dovrebbe esserci un’assunzione di responsabilità da parte sia di coloro che hanno abusato, sia di quelli che hanno permesso che ciò accadesse”. Gli abusi sarebbero tutti anteriori ai primi anni del 2000, per la chiesa una prova che le riforme fatte dalla Chiesa Cattolica negli Stati Uniti hanno ridotto drasticamente l’incidenza degli abusi commessi dal clero.

Il rapporto viene ritenuto il più articolato e globale pubblicato sinora sulla pedofilia nella Chiesa americana. Il dossier ha portato all’incriminazione di due preti, ma la maggioranza dei presunti responsabili è ormai morta e la gran parte dei fatti è prescritta. Secondo L’Investigating Grand Jury il “reale numero” dei bambini abusati potrebbe ammontare a diverse migliaia  perché alcuni documenti segreti della Chiesa sono andati perduti e le vittime hanno avuto paura a farsi avanti. “I preti hanno violentato ragazzini e ragazzine e i loro superiori non solo non fecero niente, ma hanno nascosto tutto”, ha detto il procuratore generale Josh Shapiro, precisando che l’indagine “va avanti”. Il rapporto copre un arco di 70 anni e ha rivelato un sistema di protezione diffuso fatto di insabbiamenti e trasferimenti riportati negli archivi segreti delle diocesi, dove si evidenzia che il silenzio e l’inazione di vescovi e cardinali hanno consentito il protrarsi dei crimini.

Molte le dichiarazioni a sostegno delle vittime da parte di vescovi e arcivescovi per quanto accaduto, l’arcivescovo di Filadelfia Charles J. Chaput ha affermato: “Le uniche risposte accettabili sono il sostegno alle vittime e sforzi globali per garantire che tali cose non si ripetano mai più. E rabbia. Anche la rabbia è una risposta giusta e necessaria ma deve essere una rabbia che porta buoni frutti; una rabbia guidata da un pensiero trasparente, dalla prudenza e da un desiderio di vera giustizia. Fa invece discutere l’affermazione del cardinale messicano Sergio Obeso Rivera che al riguardo ha affermato:”Le vittime di pedofilia che accusano gli uomini di Chiesa dovrebbero avere un po’ di pietà perché hanno una coda molto lunga e dunque facile da pestare”.

Il lavoro d’inchiesta è partito il 4 agosto scorso con la lettera aperta del vescovo di Harrisburg, mons. Ronald W. Gainer: nel documento si denunciavano gli abusi commessi da 71 sacerdoti e ordinava la rimozione da tutti gli edifici collegati alla diocesi dei nomi degli abusatori, inclusi i vescovi che avevano taciuto i nomi di questi “preti predatori”, proteggendone i delitti. Gainer aveva reso pubblici i nomi degli abusatori e delle parrocchie da loro guidate, per incoraggiare le vittime alla denuncia. Ora anche altre diocesi, come quella di Eire, hanno pubblicato “disclosure list” con i nomi di colpevoli di abusi o coperture, mentre tutti i vescovi dello Stato esprimono profondo rimorso perché “l’abuso è spregevole e non trova posto nella Chiesa”.

Sempre sul lavoro eseguito dall’Investigating Grand Jury il procuratore generale della Pennsylvania Josh Shapiro ha affermato: “Lo schema era abuso, negazione e copertura”aggiungendo: “Come diretta conseguenza della sistematica copertura da parte delle alte autorità ecclesiastiche, quasi ogni caso di pedofilia che abbiamo rilevato è troppo datato per un processo“. Sinora solo due preti sono stati incriminati per accuse che sono al di fuori della prescrizione: uno è accusato di aver eiaculato nella bocca di un bambino di sette anni e si è dichiarato colpevole, secondo la procura; l’altro ha aggredito due bambini, uno dei quali da quando aveva 8 anni per un periodo di otto anni, sino al 2010. L’Investigating Grand Jury ha chiesto che la prescrizione per i reati di pedofilia sia cancellata, che le vittime abbiano più tempo per presentare denuncia e che sia rafforzata la legge che obbliga a denunciare gli abusi sessuali di cui si viene a conoscenza.

Le vittime, afferma il dossier, sono state speso traumatizzate per la vita finendo per abusare di droga alcol, o per suicidarsi. Tra i casi elencati c’è quello di un religioso che ha stuprato una bambina di 7 anni in ospedale dopo che la piccola aveva subito una tonsillectomia. Un altro bambino bevve un succo di frutta e si svegliò il mattino dopo sanguinante dal retto, senza poter ricordare che cosa gli fosse accaduto. Un prete costrinse un bambino di 9 anni a praticargli sesso orale, poi gli lavò la bocca con l’acqua santa per “purificarlo”. Un altro sacerdote abusò di cinque sorelle della stessa famiglia, tra cui una da quando aveva 18 mesi ai 12 anni. Quando una delle bambine lo disse ai genitori nel 1992, la polizia trovò nella casa del prete slip, bustine di plastica contenenti peli pubici, fiale d’urina e fotografie a sfondo sessuale di bambine.

Secondo Bishop Accountability negli Stati Uniti sono tra 5.700 e 10mila i preti cattolici accusati di abusi sessuali, ma poche centinaia sono stati processati, dichiarati colpevoli e condannati. Da quando il problema della pedofilia nella Chiesa cattolica è diventato noto all’inizio degli anni 2000, la Chiesa americana ha speso più di 3 miliardi di dollari in patteggiamenti. Questo ha documentato accordi con 5.679 presunte vittime del clero cattolico, solo un terzo delle 15.235 denunce che i vescovi hanno detto di aver ricevuto fino al 2009. Una stima ipotizza che le vittime negli Usa siano 100mila. Sotto la pressione dell’aumento di denunce nel mondo e delle continue critiche per la insufficiente risposta della Chiesa, papa Francesco nel 2013 ha promesso una nuova legge sulla pedofilia e pedopornografia.