Dopo una breve malattia, l’ex segretario generale delle Nazioni Unite e premio Nobel per la pace, Kofi Annan, è morto “serenamente” in Svizzera all’età di 80 anni. Ne hanno dato l’annuncio “con immensa tristezza” la famiglia insieme alla fondazione che porta il suo nome. Annan, ghanese, era stato il primo africano a guidare il Palazzo di Vetro. Dopo due mandati, dal 1997 al 2006, era stato anche inviato speciale dell’Onu in Siria guidando gli sforzi per una soluzione pacifica del conflitto. Nel 2001 era stato insignito del Nobel per la pace insieme alle Nazioni Unite “per il loro lavoro per un mondo più pacifico e meglio organizzato”. Gli Elders, gruppo di “saggi” impegnati nella promozione della pace del mondo, ricordano “la sua ferma opposizione all’aggressione militare, in particolare nel 2003 all’invasione dell’Iraq a guida Usa“.

Laureatosi al Macalester College di St. Paul in Minnesota, Kofi Atta Annan si perfezionò poi in economia all’Institut Universitaire des Hautes Etudes di Ginevra e in management al prestigioso Massachusetts Institute of Technology. Alle Nazioni Unite dal 1962, tutta la carriera del diplomatico del Ghana si è svolta all’interno della burocrazia dell’Onu. Nel 1993, gli venne affidato l’incarico di responsabile delle missioni di pace.

“Oggi piangiamo la perdita di un grande uomo, di un leader, di un visionario”, ha scritto su twitter l’Organizzazione mondiale per le migrazioni, commentando la scomparsa del diplomatico ghanese, nato l’8 aprile del 1938 a Kumasi. “Kofi Annan è stato una forza guida per il bene”, ha scritto l’attuale segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, in una breve dichiarazione. “In molti modi, Kofi Annan era le Nazioni unite. È risalito nelle file dell’organizzazione fino al nuovo millennio con ineguagliabili dignità e determinazione – ha detto -. Come tanti altri, ero orgoglioso di definire Kofi Annan un buon amico e un mentore: resterà una vera ispirazione per tutti noi”.

L’ex numero uno del Palazzo di Vetro, secondo quanto riferito da fonti della famiglia e della sua fondazione, è morto in un ospedale di Berna, con al fianco la moglie Nane, svedese, ed i tre figli, Ama, Kojo e Nina. Su twitter, la Fondazione Annan ha diffuso una nota nella quale definisce l’ex segretario generale “uno statista globale, un internazionalista profondamente impegnato che durante tutta la sua vita aveva lottato per un mondo più giusto e pacifico”.

Dopo aver lasciato le Nazioni Unite – primo segretario generale a provenire dal Palazzo di Vetro – “aveva continuato instancabilmente a lavorare per la causa della pace attraverso la presidenza della sua Fondazione Annan e dal 2013 come presidente di The Elders, fondati nel 2007 da Nelson Mandela“, si legge ancora nella nota. “E’ stato un costante difensore dei diritti umani, dello sviluppo e dello stato di diritto”, lo ricorda la stessa organizzazione in un comunicato.  “Si è impegnato per tutta la vita per la cause della pace e va ricordato per la sua ferma opposizione all’aggressione militare, in particolare nel 2003 all’invasione dell’Iraq a guida Usa”. Degli Elders fanno parte Martti Ahtisaari, Ban Ki-moon, Lakhdar Brahimi, Gro Harlem Brundtland, Hina Jilani, Ricardo Lagos, Graça Machel, Mary Robinson e Ernesto Zedillo.

Annan “era un figlio del Ghana e sentiva una responsabilità speciale per l’Africa“, ricorda ancora la Fondazione, secondo cui l’ex segretario generale dell’Onu “mancherà a molte persone nel mondo”. Proprio in Ghana è stata proclamata una settimana di lutto nazionale per rendergli omaggio. Il Paese è “profondamente rattristato”, ha detto il presidente Nana Akufo-Addo. “Ho ordinato che, in suo onore, la bandiera nazionale del Ghana sventoli a mezz’asta in tutto il Paese e in tutte le missioni diplomatiche del Ghana nel mondo” per una settimana a partire da lunedì, ha poi annunciato. “Ha portato considerevole notorietà al nostro Paese tramite la sua condotta e il suo comportamento nell’arena globale”, ha continuato Akufo-Addo, ricordando che Annan “credeva ardentemente nella capacità dei ghanesi di tracciare la propria rotta sul percorso del progresso e della prosperità“.