Sei persone sono state arrestate dai carabinieri di Mantova con l’accusa di caporalato: nei terreni da loro detenuti i lavoratori, 42 in tutto, percepivano uno stipendio di tre euro all’ora, erano costretti a giornate lavorative di 12-13 ore e venivano alloggiati in camper e roulotte fatiscenti. Coinvolto nell’arresto il proprietario dei campi, un cittadino italiano assieme a 2 bengalesi che sono risultati essere gli affittuari. Nei campi situati tra i comuni di Asola e Piubega nel mantovano i lavoratori erano addetti principalmente alla coltivazione di zucchine.

Dopo aver bloccato le vie di fuga, i militari hanno fermato e identificato 42 operai, 24 dei quali privi di un contratto di lavoro regolare. Gli uomini sono stati sorpresi dalle autorità mentre erano impegnati nelle operazioni di raccolta degli ortaggi e controllati a vista da tre cittadini bengalesi incaricati della vigilanza. Il blitz rientra nell’ambito dei controlli straordinari nel settore agricolo predisposti dall’arma dei carabinieri.

I lavoratori, tutti richiedenti asilo e in regola per la permanenza sul territorio nazionale, sono stati ascoltati dai militari ai quali hanno dichiarato di lavorare mediamente fra le 12 e le 13 ore al giorno e di percepire una paga di tre euro l’ora. I lavoratori venivano fatti alloggiare in roulotte e camper fatiscenti in un campo allestito dallo stesso proprietario e adiacente ai terreni coltivati, per loro c’era a disposizione un unico bagno per oltre 25 persone.

Tra gli arrestati un cittadino marocchino di 36 anni con le accuse di tratta di esseri umani e associazione per delinquere. Sull’uomo pendeva un mandato di arresto europeo emesso dalle autorità ungheresi, nel 2017 ne avevano segnalato la presenza nel territorio mantovano. Le attività condotte dai militari nei confronti del nucleo famigliare e delle persone vicine all’uomo hanno permesso la localizzazione e la cattura del 36enne a Roncoferraro, in provincia di Mantova, dove si era spostato cercando di evitare la cattura.