L’Airbus A340-500, divenuto famoso come “Air Force Renzi“, non verrà più utilizzato per i voli di Stato. “Oggi mettiamo definitivamente un punto all’arroganza al potere. Oggi chiudiamo la storia dell’Airbus di Matteo Renzi – ha annunciato il ministro della Difesa Elisabetta Trenta in un video su Facebook – ho incaricato gli uffici tecnici di comunicare ad Armaereo la rescissione del contratto“. Il velivolo, voluto dall’ex premier per le missioni istituzionali all’estero, è “costato complessivamente 150 milioni di euro in 8 anni”, “forse il prezzo che Renzi aveva dato al suo smisurato ego…”, commenta il ministro. “E noi, sia chiaro, con questo atto simbolico abbiamo cercato solo di normalizzare le cose. Il nostro è un semplice tributo alla normalità”.

Il Fatto Quotidiano ha raccontato che l’aereo è stato utilizzato 88 volte, trasportando in media 23 passeggeri al costo di 25mila euro l’ora. Il record degli sprechi spetta all’ex ministro degli Esteri Angelino Alfano, che il 21 gennaio ha compiuto una trasvolata in solitaria: a bordo un solo passeggero, lui stesso, tra 299 posti vuoti. Dopo essere stato scarrozzato ad Abu Dhabi e ad Algeri con non più di sette compagni di viaggio, tornava a Roma da Bruxelles.

“Da quando sono ministro – afferma Trenta – ho volato spesso a Bruxelles per i vertici Nato e i Consigli Affari Esteri dell’Ue. Ho volato a Londra, in Tunisia, in Libia come sapete. E nei prossimi giorni sarò anche in Libano, dove l’Italia ha ripreso con orgoglio il comando della missione Unifil. Ecco, in nessuno di questi casi c’è mai stato bisogno di un aereo cosi. Vi assicuro che un aereo di queste dimensioni sarebbe stato destinato a viaggiare sempre vuoto. Vi sto raccontando tutto questo anche per fare luce sulla disinvoltura con cui i precedenti governi hanno usato i soldi pubblici, ovvero i soldi, di noi cittadini”. E nel video il ministro mostra la lettera con cui ha chiesto alla Direzione degli Armamenti Aeronautici la risoluzione del contratto. “Come vedete e potere leggere nell’oggetto ‘risoluzione del contratto'”, sottolinea.

“Questa è la prima notizia! La seconda – prosegue Trenta – è che proprio poco fa la Direzione degli Armamenti Aeronautici ha scritto ad Alitalia convocando la compagnia in una riunione per il 7 agosto. Il 7 agosto le due parti concorderanno infatti termini della risoluzione del contratto. Il 7 agosto, si chiuderà quindi un’era: l’era degli sprechi e dei privilegi. Il prossimo 7 agosto, finalmente, questo Paese tornerà ad essere normale. Ovviamente l’aereo è solo il tassello di un grande mosaico che dobbiamo ricostruire”.

Non tardano ad arrivare le reazione del Pd, direttamente coinvolto: “Che tristezza un ministro della difesa che si presta a fare la grancassa alla demagogia a M5S!”, scrive su twitter Ettore Rosato. Che continua: “Su quell’aereo Matteo Renzi non ha mai messo piede. Eravamo convinti che la Trenta avesse cose più importanti. Così accadeva a chi nel precedente governo ricopriva il suo ruolo”, il cinguettio del vicepresidente della Camera ed esponente del Pd. Dello stesso avviso il senatore democratico Davide Faraone: la ministro della Difesa”sa lei per prima che quell’aereo non è mai stato usato da Matteo Renzi”, “dovrebbe occuparsi dei problemi reali del Paese, stare fuori dalla contesa quotidiana e dalla squallida propaganda. Fino ad ora abbiamo cercato nelle prime settimane di attività parlamentare di rispettare la sua delicata missione”. E annuncia: “Prendiamo atto del suo comportamento e agiremo di conseguenza”.