All’indomani dell’aggressione subita dall’atleta azzurra di origini nigeriane Daisy Osakue, i vescovi prendono una posizione netta sui casi di violenza avvenuti nelle ultime settimane ai danni di immigrati e cittadini di colore e invitano il governo a non esasperare i toni. “Gli episodi, che hanno di mira lo straniero in quanto tale, non possono essere in alcun modo giustificati né consentono alcuna sottovalutazione – ha detto il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana a La Repubblica – il razzismo è malattia endemica. “Sullo straniero – ha aggiunto – si scarica l’insoddisfazione per problemi che hanno altra natura e che facciamo fatica ad affrontare. Per questo, se non stiamo attenti, tutti rischiamo di diventare razzisti”.

“Anni di pensieri cattivi e di parole e propagande dure, di crescenti povertà materiali e morali eccitate contro altre povertà stanno producendo bullismi assurdi, atti violenti, assalti folli”, fa eco il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, in un editoriale dal titolo “Quel mostro da riconoscere“, che il giornale dei vescovi impagina sotto il titolo di prima pagina “Vergogniamoci“. Quindi la chiamata in causa del titolare del Viminale: “Dicono che non c’è razzismo in ciò che è accaduto e per di più il ministro dell’Interno Salvini ha ritenuto di liquidare come ‘sciocchezze‘ gli allarmi di quanti denunciano il clima xenofobo e i rischi di escalation razzista. Pesi bene le parole. Guardi la realtà e ascolti anche altre voci della destra italiana. Negare l’evidenza di diversi episodi non fa altro che assolvere e ingigantire il mostro. Vergogniamoci, e reagiamo di civiltà”.

Sul tema è tornato anche Luigi Di Maio: “Più se ne parla”, dei casi di “aggressione a persone di colore”, “più si interroga la società su quanto siano imbecilli e criminali quelli che fanno queste cose: spero li mettano in galera il prima possibile”, ha detto il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro a Radio anch’io su Rai Radio 1. Tuttavia, ha proseguito l’esponente del M5s, “se si utilizzano questi casi per dire che il governo sta fomentando il razzismo, io respingo al mittente queste accuse perché i dati parlano chiaro: non è che sia una cosa buona, ma questi episodi si verificavano anche negli anni precedenti. Il problema è che negli anni precedenti non se ne parlava, adesso per attaccare il governo se ne parla”. Così il vicepremier e ministro Luigi Di Maio, ai microfoni di Radio anch’io, parlando delle aggressioni, ultima quella all’atleta Daisy Osakue. “Dico anche – ha proseguito – che se veramente vogliamo fare un lavoro di rinascita culturale del nostro Paese rispetto ai casi di aggressioni a persone di colore, lo dobbiamo fare senza strumentalizzarle politicamente”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Beppe Grillo, che punta il dito contro il mondo dell’informazione: “L’indignazione di un uovo in faccia, c’è quanto basta per restare paralizzati mediaticamente – scrive il fondatore del Movimento 5 Stelle su Facebook -l’unica cosa sensazionale è stata la mira del razzista di merda oppure il caso. Quello che fanno i media è portare la nazione verso il baratro: non avevo mai visto con i miei occhi un così forte condizionamento prima d’ora”.